
Molti di voi si ricorderanno di Gary Glitter, al secolo Paul Francis Gadd, l’ex cantante rock britannico molto celebre negli anni ‘70 per la sua musica e negli ultimi anni per le sue numerose vicende giudiziarie. Il suo primo arresto per reati connessi alla pedofilia risale al 1997, quando nel suo computer furono ritrovate numerose immagini pedopornografiche.
Da quel momento è stato un continuo entrare ed uscire dal carcere ed un susseguirsi di accuse, dall’Europa all’Asia. Residente in Cambogia fino al 2002, Glitter fu espulso dopo esser stato sospettato di molestie sessuali ai danni di minori. Si rifugiò in Vietnam e lì, nel 2005, fu arrestato per aver fatto sesso con due bambine.
Non si trovarono prove sufficienti a condannare l’uomo per stupro (punibile con la pena di morte) e si decise di accusarlo di molestia su minori. Le famiglie delle due bimbe, dopo aver ricevuto un risarcimento economico da parte di Glitter chiesero al giudice di far cadere le accuse. E così fu. L’anno successivo una nuova accusa, atti osceni con due ragazzine di età inferiore ai 12 anni, e la condanna a 3 anni di carcere, poi ridotta a soli tre mesi il 7 febbraio 2007.
Il suo ritorno in Inghilterra risale all’agosto del 2008: prima, però, Glitter aveva cercato rifugio ad Hong Kong, ma fu rimandato in Thailandia e da lì decise di tornare in patria. Ad attenderlo c’erano le autorità, pronte a notificargli il divieto di lasciare il Paese per i successivi tre anni. In Inghilterra, infatti, era stato processato per possesso di materiale pedopornografico ed era quindi stato inserito nel registro dei molestatori sessuali.
Ora, a distanza di tre anni dal suo rientro in patria, le autorità di Londra hanno deciso che l’ex rockstar, ora 67enne, non costituisce più un pericolo per la società: potrà lasciare il Paese, a patto che comunichi alle autorità i suoi spostamenti.
I quotidiani locali, all’unisono, si chiedono: sarà davvero riabilitato? Gli inglesi, stando ai commenti postati sui forum e social network, non ne sono molto convinti e chiedono a gran voce che Gary Glitter venga controllato a vista per il resto della sua vita.
Via | The Guardian