La sensazione è che il calderone della Sanità lombarda abbia qualche bolla di troppo e che la clinica degli orrori del S. Rita potrebbe essere solo il primo di tanti coperchi a saltar via nel prossimo futuro. Dice Formigoni oggi a Repubblica:
Le attività di controllo sulla sanità sono continue anche ora - ammette lo stesso Formigoni - così come le segnalazioni alla guardia di finanza e alla magistratura. Segnalazioni sono state fatte anche nei mesi scorsi. È possibile che emergano altri casi. Sapevamo delle verifiche in corso alla Santa Rita e sappiamo oggi che sono in corso altre verifiche. In ogni caso la sospensione della convenzione non è un atto tardivo. Ci siamo mossi appena la magistratura ha ipotizzato i reati.
Possiamo credere al nostro Governator, oppure no. Però a voler leggere quello che riporta l’Espresso:
se alla Asl qualcuno faceva il pesce in barile, l’inchiesta milanese ha rilevato che le inadempienze stanno più in alto. Nello stesso sistema di controlli messo in piedi dalla Regione Lombardia, francamente a maglia larga. Basti pensare che la regola regionale era quella di esaminare soltanto il 5 per cento delle cartelle di ogni istituto. Non solo, era sempre l’assessorato alla Sanità a stabilire che i controlli fossero preannunciati con almeno 48 ore di anticipo e che i funzionari dovessero specificare alla struttura da controllare quali cartelle cliniche sarebbero state prelevate. Un sistema che sembra fatto apposta per coprire chi vuole nascondere cartelle cliniche truccate
Qualche sospetto viene. E tutte quelle cose che dicevamo quando il nonno preferiva andare a farsi operare nella clinica privata e farsi rimborsare tutto, vengono a galla. Avete presente? “Nonno, qua ti operano anche se non hai bisogno”. Risultato, l’anziano parente muore per le complicazioni di un macellaio da sala operatoria. E se è capitato a me, credo sia capitato anche a qualcun altro.