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Droga in parlamento: le Iene condannate anche in Cassazione

Pubblicato: 12 giu 2008 da Fabio Mascagna

Commenti dei lettori

Alla fine “Le Iene” sono state definitivamente condannate anche in Cassazione per aver danneggiato “l’immagine pubblica e l’onorabilità” di deputati e senatori dato che “tutti i parlamentari potevano essere indiscriminatamente sospettati di assumere stupefacenti”. Il che significa: potete tranquillamente denunciare fatti e comportamenti di chiunque, ma non toccate il palazzo.

Il famoso servizio, che vi riproponiamo nel video qui sopra, mirava a rendere noto verso i cittadini il comportamento dei nostri parlamentari in tema di droga: su 50 deputati e 16 senatori sottoposti al “test-tampone” ben 16 erano risultati positivi a cannabis e cocaina. La Camera dei deputati è composta di 630 membri, mentre il Senato di 315. Fatevi due conti insomma. Secondo la Cassazione i campioni biologici “sono stati carpiti con un comportamento ingannevole e fraudolento”. Come se un deputato cocainomane potesse mai dare un qualche tipo di assenso o autorizzazione.

Gli autori de “Le Iene” - Davide Parenti e Matteo Viviani - erano stati condannati il 16 ottobre del 2007 dal gip del Tribunale di Roma per il reato previsto dall’art. 167 d.lvo 196/2003 (Codice della Privacy - Trattamento illecito di dati) a 5 mesi e 10 giorni di reclusione (convertiti poi in pena pecuniaria) nonostante avessero assicurato il totale anonimato sui campioni organici prelevati. Adesso invece arriva la conferma della condanna da parte della Corte Suprema della Cassazione, III sezione penale con la sentenza 23086.

l’informazione evidenziata che taluno, entro una circoscritta e determinabile cerchia di persone, faceva indebito uso di droghe […] in tale situazione, tutti i parlamentari potevano essere indiscriminatamente insospettati di assumere stupefacenti con la conseguenza che ogni membro del Senato o della Camera, nonché l’istituzione parlamentare, ha subito un nocumento alla sua immagine pubblica e onorabilità

Un interessante stralcio della sentenza: secondo questa sentenza è stato il servizio de “Le Iene” a portare nocumento all’immagine pubblica dell’istituzione parlamentare e non invece il fatto che gran parte di loro faccia uso di sostanze stupefacenti.

Via | Messaggero

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • 4

    12 giu 2008 - 11:33 - #1
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    se continuo a leggere crime blog mi viene un ulcera al fegato

  • aladark

    12 giu 2008 - 11:47 - #2
    -1 punto
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    Certo, poi loro spiano le telefonate della gente come se niente fosse! Ma state zitti “politici” italiani di me***. Non sapete governare un paese decentemente. Vi intascate i vostri bei soldi sporchi e mafiosi e mangiate e mangiate. Fate schifo. Rendete questo “stato democratico” uno schifo. Nessuno ha una lira, solo qualche mafioso (meno mafioso di voi).
    Non rompete i cog**oni se un giornalista cerca di fare una statistica mentre “”"lavorate”"”", c’è libertà di stampa o no?
    Lavorate di più (se sapete che cos’è il lavoro) e drogatevi di meno.
    Poi alle elezioni ci fanno anche votare -.- ma chi dovremmo votare tra un mafioso nano e un mafioso faccia di cu*o?!
    E poi la lega nord… ma vi siete visti? siete ridicoli. andate in giro a dire cazzate e vi vestite da imbecilli: ma lavorate!

    In italia non c’è un partito decente e voi vi lamentate perché vi drogate?

    Bleah!

  • Profilo di uomo gormitico

    uomo gormitico

    12 giu 2008 - 12:11 - #3
    1 punto
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    non sono d’accordo con gli altri commentatori: prelevare materiale biologico da una persona, nel codice, è considerato un atto grave e invasivo

    non è di certo una cosa fatta per giornalismo investigativo, qui è giusto che un giudice metta il limite al giornalista

  • Profilo di sandokan71

    sandokan71

    12 giu 2008 - 13:52 - #4
    0 punti
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    Non è lecito effettuare analisi del genere senza un ipotesi di reato e un indagine aperta con le richieste opportune a effettuare suddette rilevazioni. Ne su di me ne su un politico.
    Detto questo, grandi iene! Grazie di esistere! Continuate così!

  • Ale77fio

    12 giu 2008 - 14:33 - #5
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    Il fatto è inconfutabile e il verdetto della Cassazione giustissimo, ma credo che cmq le iene con questa inchiesta al quanto scorretta abbiamo ottenuto quello che cercavano. Poi se i nostri politici non hanno un minimo di onesta e vergogna è una storia tutta all’Itagliana, perchè in altri stati l’opinione pubblica ha molta più importanza e un politico dopo aver subito una tale umiliazione non uscirebbe più di casa.

    Ora sarà meglio che mi rimetto a lavorare perchè per loro siamo un paese di fannulloni e bamboccioni.

    Ciao e buon week a tutti

  • gynus

    16 ago 2009 - 16:57 - #6
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    La maggior parte delle persone, nella lora ignoranza, forse dimenticano chi dovrebbero essere i politici: dipendenti dei cittadini, votati dai cittadini e pagati dai cittadini.
    Qualsiasi parlamentare o senatore o dipendente statale deve rendere conto delle sua azioni e reazioni a tutti i cittadini italiani. Io come cittadino privato ho diritto alla privacy.
    Ma un dipendente pubblico non ha diritto a un c…o(nelle loro funzioni di lavoratori statali)
    Io come cittadino o giornalista o chicchesia, ho tutto il diritto di pretendere determinate risposte con quasliasi mezzo disponibile nel limite delle leggi.
    Ora se negli ultimi anni sono cambiate le leggi per favorire la classe politica a discapito dei veri padroni dello Stato.
    Beh! La colpa è tutta nostra che permettiamo a questi mafiosi di governare e dominare.
    Però fatemi un favore, non assecondate guidizi sui politici, è l’ordinamento che è sbagliato, sono le leggi che sono sbagliate….è l’Italia che fa schifo, no solo i politici.
    Come fa ad essere giusto un verdetto se la legge è sbagliata?
    La legge della privacy non è altro che il bavaglio all’informazione. Serve solo a proteggere il più forte dal più debole.