Omicidio Melania Rea: Salvatore Parolisi verso la Cassazione

Occhi puntati sulla Cassazione che il 28 novembre dovrà decidere se Salvatore Parolisi, accusato dell’omicidio della moglie Melania Rea, debba o meno restare in carcere.

Sarà il banco di prova delle ordinanze delle procure di Ascoli Piceno e Teramo e quindi degli indizi che pesano sul marito di Melania. Certo è che, dopo quasi sette mesi d'indagini, non c'è alcuna prova certa che sia lui l'autore del delitto. Ma esistono solo delle cosiddette "prove critiche" o "indirette" che comunque hanno portato le due procure e altrettanti gip, a dire che Parolisi mente, quindi è colpevole.

Quattro giorni dopo la pronuncia della Cassazione Parolisi aspetta un altro verdetto. Il Tribunale dei minori di Napoli dovrà stabilire se il caporalmaggiore dell’Esercito potrà mantenere la patria potestà della figlia.

La piccola è contesa tra il marito indagato e i genitori di Melania, Gennaro e Vittoria Rea. E per la procura per i minori la piccola dev'essere tolta al padre perché lui l'avrebbe portata con sè, lasciandola in auto, mentre pugnalava la madre. Le due decisioni sono determinanti. Ma l'una influenzerà l'altra perché se la Cassazione rimetterà in libertà Parolisi nessun giudice gli potrà togliere la sua bambina.

Intanto tre giorni fa il capo di Stato maggiore dell'Esercito Giuseppe Valotto a margine del giuramento delle soldatesse alla Caserma Clementi di Ascoli, dove Parolisi prestava servizio come istruttore, ha detto: "Noi gli addestratori li selezioniamo molto bene. Dobbiamo aspettare quello che dice l'autorità giudiziaria: se Parolisi sarà giudicato colpevole, pagherà, come è giusto. Altrimenti l'Esercito è sempre la sua famiglia".

"Nel 2010 - ha precisato Valotto - in tutto l'esercito italiano abbiamo registrato un caso di mobbing, un solo caso di denuncia per molestie sessuali e nessun caso di nonnismo, che per noi rappresenta un risultato strepitoso. Ad Ascoli, un solo caso, che risaliva al 2004".

Via | Il Centro

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