Giovanni Arena: le indagini e il blitz della cattura

A tradire il super latitante Giovanni Arena è stata un’intercettazione. La voce dell’uomo che da "20 anni" si nascondeva nella casa in cui è stato arrestato - è quanto ha sostenuto - è stata ascoltata in sottofondo mentre la moglie parlava al telefono.

Così è scattato il blitz della sezione Catturandi della Squadra Mobile di Catania in un appartamento al secondo piano del quartiere Librino, a poca distanza dal cosiddetto palazzo di cemento, base dello spaccio di droga. Il ricercato di massima pericolosità era nascosto dietro un letto a ponte. "Questa volta siete stati bravi... da vent'anni sono in questa casa..."

Secondo i magistrati della Dda etnea la lunga latitanza di Arena è stata possibile "per l'eccezionale protezione avuta dalla sua famiglia”. Le indagini della squadra mobile sono state coordinate dal procuratore facente funzioni Michelangelo Patané e dai sostituti Iole Boscarino, Francesco Testa e Pasquale Pacifico.    

Arena, condannato all’ergastolo per un omicidio e ricercato per associazione mafiosa detenzione di armi e traffico di droga, è stato sempre ritenuto un elemento di spicco della cosca Santapaola.

Qualche dettaglio in più sulle indagini e sull’arresto sul Giornale di Sicilia:

Il questore Antonio Cufalo e il capo della squadra mobile Giovanni Signer hanno rivelato che il boss, dopo l'arresto, rivolgendosi ai suoi nipoti, ha detto loro: "Adesso potete smettere di chiamarmi zio, potete chiamarmi nonno...". Un sistema, hanno spiegato gli investigatori, per "evitare che qualcuno potesse parlare di lui in maniera diretta". In questi 18 anni, hanno sottolineato, "Arena era completamento scomparso, protetto da un eccellente sistema di sicurezza adottato dalla sua famiglia" (...).

Una famiglia attenta, tanto che numerose telecamere piazzate dalla polizia per sorvegliare l'abitazione del latitante sono state scoperte e distrutte. Degli operai del Comune che stavano potando delle siepi nella zona sono stati aggrediti da giovani del rione Librino perché sospettavano che stessero piazzando dei sistemi di sorveglianza. La prudenza non era mai abbastanza: in anni di intercettazioni nessuno dei suoi familiari ha parlato di lui o lo ha citato. La moglie, molto prudente, quando la sua auto è stata rimossa per un divieto di sosta prima di tornarne in possesso l'ha fatta 'bonificare' per accertare che non ci fossero microspie nascoste.

A casa ci doveva essere soltanto la moglie e per questo la sezione catturandi della squadra mobile ha fatto irruzione: l'abitazione sembrava vuota, ma in una cassapanca, una sorta di 'bara' hanno spiegato dalla Procura, nascosta all'interno di un'armadio c'é lui. Un piccolo dislivello ha svelato lo strettissimo 'covo' e Arena è stato arrestato. Era in possesso di una pistola calibro 9 con il colpo in canna. Non l'ha usata, e si è consegnato alla polizia: "siete stati bravi...", ha detto. Poi il trasferimento in Questura, con indosso jeans, una maglietta il volto di Homer Simpson, una giubbotto nero e cappello con visiera scuri.

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