Delitto Rea: l'audizione di Ludovica e le indagini sulla borsa di Melania

MelaniaRea2011

Nove ore. Tanto sarebbe durata l’audizione di Ludovica Perrone, la soldatessa che aveva una relazione con Salvatore Parolisi, caporalmaggiore dell’Esercito in carcere con l’accusa di aver ucciso la moglie Melania Rea.

Ludovica è stata ascoltata come persona informata sui fatti dai pm di Teramo che cercano conferme alla loro ipotesi secondo cui dietro l’omicidio di Melania potrebbe celarsi un movente passionale. Presenti all’audizione anche gli investigatori dei carabinieri di Teramo e Ascoli Piceno. Scrive Il Centro:

Agli inquirenti e agli investigatori la Perrone ha consegnato messaggi e lettere d'amore ricevute da Parolisi, molto probabilmente anche quelle che l'uomo le ha in viato da quando è in carcere.

E ancora:

La soldatessa ha raccontato che Salvatore le aveva promesso che stava per separarsi dalla moglie e che Melania ormai conosceva le sue intenzioni. Ad aprile avrebbe dovuto raggiungerla ad Amalfi per conoscere suoi genitori e trascorrere insieme la Pasqua. I magistrati hanno fatto domande soprattutto sulle telefonate fatte e ricevute dopo la scomparsa di Melania e la scoperta del suo cadavere.In particolare su quella fatta nella mattinata del 19 aprile, il giorno dopo la scomparsa, quando Salvatore Parolisi chiama la Perrone per raccontarle quello che è successo e per chiederle di cancellare tutti i loro messaggi su Facebook. Cosa che la donna fa.

La soldatessa ha raccontato che nella telefonata del 19 aprile Parolisi le dice che la moglie è sparita e le racconta che lui ipotizza un allontanamento volontario perchè lui aveva chiesto la separazione.E poi ci sono le telefonate di Melania. La soldatessa ha raccontato che per ben due volte Melania l'ha chiamata dopo aver scoperto la relazione extraconiugale del marito. In una occasione le disse che le avrebbe spaccato la faccia se non si fosse fatta da parte.

Intanto il giallo sulla borsa che Melania aveva con sé qualche ora prima di essere uccisa - immortalata dalla telecamera all’ingresso di un supermercato - si infittisce.

Dal video del supermercato di Ascoli, quello che riprende la donna poche ore prima della morte, gli esperti incaricati dalla procura hanno estrapolato proprio il fotogramma della borsa che è stato ingrandito più volte al computer. Sembra che in un punto della borsa di Alviero Martini (modello Shopping) ci sia una mappa geografica che non corrisponderebbe a quella trovata sulla borsa consegnata qualche giorno fa ai pm teramani dai familiari di Melania. Naturalmente si tratta di una prima indicazione che ora dovrà essere attentamente accertata visto anche che l'ingradimento del fotogramma non consente di ottenere una visione perfettamente nitida della borsa: l'immagine, infatti, appare molto sgranata.

(...) Il sospetto nei familiari della giovane mamma è maturato lentamente: e se non fosse la borsa appartenuta alla loro Melania, ma un modello simile acquistato da Parolisi a ridosso del delitto, se non addirittura dopo, in modo da sostituire quella sparita della moglie? Così i familiari di Melania hanno consegnato quella borsa ai magistrati. E i pm hanno delegato la sezione di polizia giudiziaria della finanza a scoprire quando e dove l'accessorio è stato comprato. L'unico modo per saperlo è analizzare il codice a barre.

Via | Il Centro

  • shares
  • Mail