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Recensioni: American tabloid

Pubblicato: 11 giu 2008 da Vito Parisi

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Mi è ricapitato tra le mani qualche giorno fa. E’ bastato sfogliarne qualche pagina perchè mi proiettasse di nuovo in un’America che da altri è sempre stata solo accenata. L’America degli ingiusti. Di coloro che mentono spudoratamente, che non hanno remore, di cui non puoi fidarti.

American Tabloid. James Ellroy. Basterebbero queste poche parole per dare la certezza del libro d’autore. Ma non bastano perchè questo libro, nonostante sia un vero giallo d’autore, è anche qualche altra cosa. E’ un libro del quale, tanto per dirne una, non si può raccontare la trama perchè troppo lunga e complessa. E’ un libro che termina dove molti altri iniziano. Si conclude con una data: 22 Novembre 1963; l’assassinio di JFK.

Ma che cos’è questo benedetto American Tabloid? Perchè ha tanto fatto parlare di se? In primis è un libro che traccia una nuova strada narrativa. Siamo nel 1955 e per la prima volta uno scrittore adotta la tecnica del collage per “narrare” le diverse storie e gli intrecci tra i personaggi. Già questo ne determina la notevole importanza. Ma Ellroy va molto oltre. Non si accontenta di una narrazione inventata. Al contrario, usa nomi veri.

Persone realmente esistite. Salvo pochissimi casi lo scrittore porta all’attenzione del pubblico un’analisi della realtà feroce ed estremamente lucida. La mafia di Chicago, l’F.B.I. di Hoover, la “casata” Kennendy, la C.I.A., il sindacato capeggiato da Hoffa e un Fidel Castro in ascesa. Come interagiscono questi mondi? Quali sono i moventi che, a partire dal 22 Novembre 1958, segnano la strada che porterà all’omicidio del Presidente? Ellroy lo spiega subito. I moventi sono i più gretti e beceri. Lui, lo scrittore, non inventa nulla. Si limita a mostrare come sono andate le cose. Il suo è un “tabloid” (letteralmente: collage) di quelle che sono state le varie storie e di come si sono intrecciate.
Colpi di scena, imbrogli, doppi e tripli giochi. Tutto quanto di più indegno ci sia Ellroy lo indica. Perchè l’America non è mai stata innocente, e a qualsiasi livello i sotterfugi sono spesso l’unico modo conosciuto di agire.
Un libro facile? Per nulla. Di certo un libro che va letto.

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