Omicidio Melania Rea: la traccia fiutata dai cani molecolari poteva essere precedente al 18 aprile

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I pm di Teramo che si stanno occupando dell'omicidio di Carmela Melania Rea continuano a smontare le argomentazioni della difesa di Salvatore Parolisi, marito della donna ed unica persona accusata di quel delitto.

La versione dei fatti di Parolisi è ormai ben nota: l'uomo ha sempre sostenuto di essersi recato a Colle San Marco, nel primo pomeriggio del 18 aprile scorso, insieme a Melania e alla figlia Vittoria. Poi, intorno alle 15, Melania si sarebbe allontanata per fare pipì e non avrebbe più fatto ritorno.

A sostegno di questa versione, per la difesa di Parolisi, non ci sarebbe solo la prima versione fornita da Alfredo Ranelli - il titolare del chiosco che, in un primo momento, aveva detto di aver visto Melania - ma anche il fatto che uno dei cani molecolari portati a Colle San Marco per un sopralluogo avrebbe indugiato in un punto in particolare, segno che Melania era passata di lì.

Ranelli, sentito anche nei giorni scorsi, ha più volte smentito la sua prima versione, sostenendo di aver visto una donna, ma di non essere in grado di affermare con certezza che si trattasse di Melania.

Ed ora viene smontato anche l'aspetto legato al cane. Ne parla Il Centro:

i pm teramani hanno chiesto una consulenza verbale ad un addestratore di cani che ha sostenuto che questo genere di animali percepisce l'odore di una persona anche a distanza di 12 giorni dal suo passaggio. Una versione che sarebbe stata fornita anche dallo stesso addestratore del cane in questione nel corso di una trasmissione televisiva. E Melania Rea sul pianoro e vicino al monumento c'era stata dieci giorni prima di essere uccisa, quando era andata a fare una gita con il marito, la figlioletta e alcuni amici.

Le indagini proseguono.

Via | Il Centro

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