Omicidio Melania Rea: un coltello all’esame del Ris


A un primo esame non sarebbe un’arma compatibile con le coltellate inferte sul corpo di Melania Rea. Nel bosco delle Casermette di Ripe di Civitella (Teramo) qualche giorno dopo la scoperta dal cadavere della giovane mamma era stato trovato un coltello, ora nelle mani del Ris.

Gli esperti del Raggruppamento investigazioni scientifiche dei carabinieri si stanno occupando anche di analizzare gli indumenti che Salvatore Parolisi indossava il 18 aprile scorso, giorno in cui ha denunciato la scomparsa della moglie da Colle San Marco (Ascoli).

Intanto la Procura dei minori di Napoli ha chiesto la revoca della patria potestà al caporal maggiore Parolisi, in carcere dal 19 luglio scorso quale unico indagato per l’omicidio di Melania, accusa che ha sempre respinto con forza.

Nelle parole dell’avvocato della famiglia Rea, Mauro Gionni: “Quando, a fine giugno, noi abbiamo chiesto l'affidamento temporaneo e provvisorio” della bambina “in quel procedimento si è inserita anche la Procura del Tribunale dei Minori che, formalmente, ha chiesto di revocare la patria potestà e di nominare un curatore speciale per seguire gli interessi” della piccola.

Per i magistrati minorili l'omicidio di Melania presumibilmente è avvenuto alla presenza della minore e la condotta del padre «è pregiudizievole» all'interesse della figlia. Secondo l'accusa dei magistrati ascolani e teramani, infatti, Parolisi avrebbe accoltellato la moglie nel bosco di Ripe mentre la bambina dormiva in macchina.

Sia per la richiesta d'affidamento che per quella di revoca della patria potestà è stata fissata un’udienza il 2 dicembre. "Secondo quanto mi risulta - ha precisato l'avvocato Gionni - per la Procura di Teramo, in merito alla richiesta dei legali di Parolisi, nulla osta purché ci sia la decisione del Tribunale dei Minori. La Procura di Teramo non sapeva, però, fino ad oggi e fino alla mia trasmissione di tutti gli atti, che c'era questa richiesta di revoca della patria potestà. A questo punto si dovrebbe valutare se non è il caso di anticipare l'udienza del 2 dicembre”.

Via | Il Centro

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