Clan Mazzarella: 13 arresti a Napoli in blitz carabinieri


Colpo al clan Mazzarella. 13 le ordinanze di custodia cautelare in carcere che i carabinieri del Ros e del comando provinciale di Napoli stanno eseguendo da questa mattina a carico di presunti appartenenti al clan di San Giovanni a Teduccio.

Le misure restrittive sono state emesse dalla Dda partenopea. Tra i destinatari anche un affiliato ritenuto dagli inquirenti responsabile dell'omicidio di Gaetano Montanino, una delle guardie giurate rimaste coinvolte in un agguato consumatosi a Napoli in piazza del Carmine il 4 agosto 2009.

Il Clan Mazzarella è considerato attivo nel settore delle estorsioni anche nei rioni Luzzatti, del Connolo e della Maddalena. Nel 2009 a Santo Domingo venne arrestato il presunto boss dell'organizzazione Ciro Mazzarella.

Se ne legge su Antimafia Duemila. L’uomo era latitante dal 2006.

Ciro Mazzarella, arrestato a Santo Domingo, è stato seguito dagli uomini della Guardia di Finanza di Napoli all'uscita dalla sua lussuosa residenza in Avenida José Contreras, mentre con altri napoletani si recava in un famoso locale notturno dell'isola caraibica.Al momento del fermo, Mazzarella, latitante del novembre 2006, ha mostrato agli uomini del Gico e alla polizia locale un passaporto falso, intestato a Maurizio Perugino che peraltro risulta già indagato dalla Dda della Procura di Napoli in relazione al traffico di stupefacenti in città.

Mazzarella, imputato per il suo ruolo di vertice nell'associazione camorristica dell'omonimo clan, sarà già oggi trasferito in Italia. Secondo le indagini condotte degli uomini del procuratore capo Giovandomenico Lepore e dall'aggiunto Franco Roberti, il 38enne boss era fuggito in Sudamerica dopo il decreto di fermo emesso dalla Dda di Napoli nel novembre 2006 nei confronti suoi e di altre 17 persone, tra cui suo fratello Francesco che venne arrestato. Mazzarella era fuggito prima in Colombia e poi in Costarica, prima di trasferirsi a Santo Domingo da dove, secondo le indagini, continuava a coordinare a distanza le attività criminali del clan.

Qui trovate la storia del clan Mazzarella di Simone Di Meo:


Da recenti inchieste, è emerso che dal solo racket delle estorsioni a Forcella e alla Maddalena – commesso finanche nei confronti di poveri venditori ambulanti, costretti a pagare 70 euro a settimana, e dei commercianti cinesi – il clan incassa oltre 200mila euro al mese, parte dei quali serve a stipendiare gli affiliati detenuti mentre la restante porzione viene investita in attività lecite, come pizzerie, ristoranti e Internet point.Che il clan, dopo gli arresti e le condanne pesantissime che hanno di fatto decapitato l’organizzazione, sia in difficoltà emerge dagli atti di una indagine del 2006 a carico delle paranze di estorsori dei Mazzarella.

In una intercettazione, infatti, si ascolta un commerciante lamentarsi al telefono con un amico, a proposito dei rastrellamenti effettuati dagli emissari della famiglia: «Il fatto è che questi vedono fare un buco in mezzo alla strada? Vanno lì e vogliono 100 euro. Fermano un cantiere la settimana scorsa, hanno fermato un cantiere per 200 euro al mese, è stato due giorni sopra ad un cantiere per avere 200 euro, siamo proprio alla fine...».

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