Delitto di Perugia, assolti Amanda Knox e Raffaele Sollecito: il giorno dopo la sentenza

AmandaKnoxAssolta2011

Prima notte di libertà, dopo circa 4 anni trascorsi in carcere, per Amanda Knox e Raffaele Sollecito, assolti ieri sera con formula piena per l'omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa a Perugia nella notte tra il 1° e il 2 novembre 2007.

Lei partirà questa mattina per gli Stati Uniti, mentre lui ha già raggiunto i suoi familiari nella loro villetta di Bisceglie, in provincia di Barletta-Andria-Trani.

A poche ore dalla sentenza che ha completamente ribaldato il giudizio del primo grado - i due erano stati condannati a 26 e 25 anni di carcere - resta una domanda: chi ha ucciso Meredith? In carcere, condannato in via definitiva a 16 anni, c'è Rudy Guede che, stando alle motivazioni della sentenza, avrebbe preso parte al delitto insieme a più persone.

A questo proposito i familiari della vittima hanno tenuto una conferenza stampa nel corso della quale hanno ribadito la loro amarezza per il verdetto assolutorio:

E' stata una giornata lunga e difficile. Rispettiamo la Corte e il sistema della giustizia italiana. Il verdetto, così certo due anni fa, è stato capovolto, Amanda e Raffaele sono liberi. Ma due anni fa fu accertato che Guedé non agì da solo solo. Ora ci chiediamo: chi era con Rudy? Adesso per noi continua la ricerca della verità.

A parlare è Lyle Kercher, fratello di Meredith, a cui ha fatto eco la sorella Stephanie:

Adesso ci sono 90 giorni per avere le motivazioni della Corte e capire qualcosa al riguardo. La cosa più triste per noi è il non sapere chi ha commesso davvero questo crimine. Finché non conosciamo la verità completa è molto difficile che ci possa essere un contatto con Amanda. Senza verità non possiamo perdonare nessuno. Non possiamo perdonare chi non ha ammesso di avere colpe.

E mentre la pubblica accusa ha annunciato l'intenzione di ricorrere in Cassazione per il terzo ed ultimo grado di giudizio, i due imputati si sono chiusi nel riserbo totale, non prima di aver rilasciato brevi dichiarazioni.

Raffaele Sollecito, raggiunto al telefono dall'agenzia Ansa, ha detto:

Sto cercando di riprendermi. Sono ancora spaesato. Ci speravo in questa sentenza, speravo in qualcosa di positivo. Finalmente mi sono riappropriato della mia vita. Ora voglio stare solo con la mia famiglia, voglio solo quello. Non ho altre esigenze particolari.

Amanda, invece, in una lettera fatta avere alla Fondazione Italia-Usa e riportata dall'Ansa ha dichiarato:

A tenermi la mano e a offrirmi del sostegno e del rispetto attraverso le barriere e le controversie c'erano degli italiani... Chi mi ha scritto, chi mi ha difesa, chi mi è stato vicino, chi ha pregato per me. Vi sono sempre grata. Vi voglio bene. Amanda.

Ora bisognerà attendere le motivazioni della sentenza, che dovrebbero arrivare nel corso delle prossime settimane.

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