Omicidio Melania Rea: ipotesi movente economico


Dietro l’omicidio di Melania Rea non ci sarebbe un movente passionale, e nemmeno un segreto inconfessabile racchiuso tra la mura della Caserma Clementi di Ascoli.

Melania sarebbe stata uccisa per una questione di soldi. È l’ipotesi sulla quale ora convergono gli inquirenti della Procura di Teramo e i giudici del Tribunale del Riesame dell’Aquila.

Tre moventi diversi per un unico indagato Salvatore Parolisi, caporalmaggiore dell’Esercito in carcere dal 19 luglio scorso con l’accusa di aver ucciso la moglie.

Scrive Il Centro:

Tra il rischio di dover pagare l'assegno di mantenimento alla donna che voleva lasciare, per fuggire con l'amante Ludovica, e l'omicidio, ha preferito macchiarsi di sangue. Salvatore Parolisi ha ucciso per soldi e non per passione: dicono questo ora in procura a Teramo ed i giudici del riesame dell'Aquila.

Secondo i magistrati Parolisi non avrebbe voluto assolutamente affrontare una separazione dalla moglie e tutto quello che comportava. Ieri uno degli avvocati del caporalmaggiore ha smentito categoricamente che il suo assistito abbia "consistenti cifre di denaro". Si era infatti parlato di un presunto tesoretto da 100mila euro, frutto del lavoro e delle missioni ell'estero dell'indagato.

"Smentisco categoricamente - ha detto Valter Biscotti - che ci siano cifre consistenti di denaro sui conti di Salvatore e francamente non riesco a capire chi possa mettere in giro certe notizie e perché. Accertamenti sono stati condotti su tutto, anche sulla situazione patrimoniale di Parolisi sin dall'inizio delle indagini e non è stato riscontrato nulla di strano".


Secondo i giudici: «La separazione dalla moglie casalinga, senza attività lavorativa e con una figlia piccola da mantenere, avrebbe comportato per lui una situazione economica estremamente difficile». «Si vuole rilevare come tale prospettiva (versare un assegno di mantenimento alla moglie) abbia influito nell'acuire lo stato di tensione interna di Parolisi. Stato di tensione che è deflagrato nell'episodio delittuoso».

I soldi delle missioni militari più che la passione armano il caporalmaggiore, sostengono anche i pm teramani Davide Rosati e Greta Aloisi.

Tre moventi diversi ipotizzati in due mesi....

Tre moventi per un delitto sono troppi. Parolisi ammazza la moglie per passione, oppure la pugnala 35 volte per un segreto inconfessabile in caserma, anzi no: la uccide per soldi. I giudici, in appena due mesi, cambiano tre versioni che restano solo delle ipotesi. Troppi tre moventi senza prove per il delitto di Civitella. E' il punto debole dell'inchiesta sul caporalmaggiore accusato di aver massacrato la moglie il 18 aprile, e di aver finora mentito sull'omicidio. Il movente resta il tallone d'Achille di un mistero che tiene da mesi tutti con il fiato sospeso.

Via | Il Centro

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