Delitto Rea: ascoltata un'amica di Melania. Accertamenti patrimoniali su Salvatore Parolisi


Mentre gli inquirenti teramani hanno ordinato ulteriori accertamenti patrimoniali su Salvatore Parolisi, unico indagato per l’omicidio della moglie Melania Rea, un’amica della vittima ieri è stata ascoltata dai pm. È stata lei a chiedere di parlare con i magistrati.

Non si tratta dell’amica del cuore alla quale Melania due giorni prima essere uccisa aveva detto di aver saputo “qualcosa di brutto”. Ne parla Il Centro:

(...) la nuova teste ha chiesto di essere ascoltata perché afferma di sapere fatti finora sconosciuti sulle relazioni extraconiugali di Parolisi, sulla fuga con la soldatessa-amante Ludovica e, soprattutto, sulla separazione tra il marito accusato del delitto e la vittima massacrata a pugnalate.


Per la pubblica accusa potrebbe essere una testimonianza importante:

perché può rafforzare il movente passionale, su cui ha puntato anche il tribunale del riesame dell'Aquila. E' il movente che vede Salvatore stretto tra due fuochi: la moglie da una parte, l'amante dall'altra. Era finito in un imbuto passionale, dice l'accusa. Alla moglie Salvatore dice di non volersi separare.

All'amante Ludovica invece dà l'illusione di voler lasciare Melania, mentendo sul fatto di aver già avviato la pratica del divorzio. In realtà Salvatore - sostiene l'accusa - non voleva separarsi perché pensava di non aver soldi sufficienti per mantenere la moglie, la figlioletta e l'amante. Così, stretto in una sorta di scollamento sentimentale, ammazza la moglie credendo di risolvere tutti i suoi problemi.

Però...

è anche un movente fragile, basato su indizi. Fragile perché basterebbe che qualcuno testimoniasse a favore di Parolisi sull'esistenza della volontà di quest'ultimo di avviare la pratica di separazione, oppure che si scoprisse un conto corrente segreto del caporalmaggiore con molti risparmi, per far crollare il castello accusatorio contro il marito di Melania.

L'amica che nega l'esistenza di una separazione in corso diventa un punto fermo. Gli altri arrivano dagli accertamenti patrimoniali affidati ai carabinieri del Ros e, da ieri, anche alla Finanza. E per ora non c'è alcun conto segreto ma solo risparmi, di qualche migliaia di euro, che dimostrano che il caporalmaggiore, dice l'accusa, era un parsimonioso. Attento ai soldi e a come spenderli.

Via | Il Centro

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