Melania Rea: Parolisi rimane in carcere. L’ordinanza del Riesame


In 23 pagine sono racchiuse le ragioni per cui Salvatore Parolisi deve restare in carcere, accusato dell’omicidio della moglie Carmela Melania Rea. Nessuna scarcerazione, niente misure cautelari alternative per il caporalmaggiore dell’Esercito.

Per i giudici del Tribunale del Riesame Parolisi, se rimesso in libertà, potrebbe inquinare le prove. Nell’ordinanza firmata dal presidente G. Romano Gargarella si legge tra l’altro:

In primo luogo, si deve rilevare come, seppure manchi una prova diretta che comprovi la responsabilità dell'indagato, dall'insieme degli elementi emersi nelle indagini preliminari ( e compiutamente riportati nelle 185 pagine della ordinanza applicativa della misura) emerga un quadro che, sotto il profilo indiziario sopra specificato, indica necessariamente il PAROLISI come autore dell'omicidio della moglie dello stesso.

Il movente del delitto non andrebbe però ricercato per i giudici del Riesame in segreti inconfessabili nascosti tra le mura della caserma Clementi di Ascoli Piceno, come ipotizzato nell’ordinanza di arresto bis per Parolisi. Torna così la pista passionale...


cioè la relazione con la soldatessa-allieva Ludovica mentre l'ipotesi che la chiave del delitto si celi nella caserma di Ascoli viene messa da parte. Per i giudici non ha riscontri la ricostruzione fatta dal gip, Giovanni Cirillo, mentre si regge il movente ipotizzato dalle procure di Teramo ed Ascoli di un Parolisi «stretto tra due fuochi», la moglie e l'amante.

Questa è la prima grossa novità. Determinante per l'accusa è però il dna del marito trovato nell'arcata dentaria della vittima. Inoltre la tesi della difesa secondo la quale la metabolizzazione del caffe, da parte della donna, sposti l'orario della morte, è infondata.

Per i giudici non ci sarebbero complici:

Oltre a ritenere il militare colpevole del delitto, il Riesame, presieduto dal giudice Gargarella, cancella anche la presenza di complici che possono avera aiutato Parolisi a depistare le indagini. Secondo i giudici sarebbe stato Parolisi a incidere sulla carne della moglie morta simboli come una svastica e una croce di Sant'Andrea e a conficcarle nel seno una siringa usata dai drogati.

Qui potete leggere l'ordinanza integrale.

Via | Il Centro

  • shares
  • Mail