Rosarno: suicida Maria Concetta Cacciola, testimone di giustizia


Si è suicidata ingerendo acido muriatico. Maria Concetta Cacciola, 31 anni, figlia di Michele Cacciola, cognato di Gregorio Bellocco, considerato il boss dell’omonimo clan di ‘ndrangheta, si è tolta la vita a Rosarno.

Dopo la sua decisione, nel maggio scorso, di fare dichiarazioni agli inquirenti della Dda reggina, la testimone di giustizia era stata trasferita in una località protetta e solo da poco tempo aveva fatto ritorno a Rosarno.

Il clan Bellocco è ritenuto uno dei più potenti della ‘ndrangheta. Gregorio Bellocco è stato arrestato nel 2005 in un bunker a Rosarno. Condannato all’ergastolo, era tra i 30 latitanti più pericolosi d’Italia.

Dagli archivi di Repubblica:

Il rifugio del latitante, individuato dai carabinieri dopo una prolungata attività di osservazione della zona e di monitoraggio dei fiancheggiatori, era costituito da un manufatto in cemento armato, dotato anche di cucina e bagno. Bellocco, nel momento in cui è stato bloccato dai carabinieri, era in compagnia della moglie e aveva alcune armi, che non ha però utilizzato, facendosi ammanettare senza opporre resistenza. Negli ultimi tempi le forze di Polizia avevano fatto terra bruciata attorno al latitante. Nel mese di gennaio, durante un'operazione anticrimine, era stato catturato il cognato, considerato il suo autista personale.

La cosca Bellocco è una delle più potenti della 'ndrangheta, da sempre stata molto attiva nel settore del narcotraffico, nelle estorsioni e nel controllo di tutte le attività commerciali e imprenditoriali nella Piana di Gioia Tauro. Insieme al gruppo Pesce, ha gestito per decenni, in collaborazione con la cosca altrettanto potente Piromalli-Mole', gli affari illeciti nella Piana, a cominciare dagli appalti per la realizzazione del porto-container.

Via | Cn24

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