Omicidio Melania Rea: l'interrogatorio come testimone di Salvatore Parolisi

Carmela e Rea e il marito Salvatore Parolisi

È stato diffuso da Repubblica il verbale dell’interrogatorio di Salvatore Parolisi del 16 maggio scorso, quando il caporalmaggiore non era ancora indagato per l’omicidio della moglie, Melania Rea. Parolisi, allora persona informata sui fatti, ha davanti il pm Umberto Monti e cinque carabinieri.

Monti: "Quel giorno lì io ti dico, il giorno che lei va a fare la pipì e fa questo percorso qua no, io ti dico se questa c'aveva la vescica vuota non poteva andare a fare la pipì, perché se la vescica è vuota che vado a fare la pipì, allora ti può venire in mente che ti abbia mentito lei e doveva andare a vedere qualcuno... qualcuna... aveva visto qualcuno... poteva far qualcosa... cioè ti può venire un'idea di questo... cioè tu... come marito io mi ti immagino che stai sempre a pensare a chi ha ammazzato tua moglie, no che stai sempre a pensare a come tenere nascosta la relazione con Ludovica... io questo mi immagino".

“Eh... però quello che ti ho detto pure prima che non vorrei ritrovarmi tra dieci giorni che noi scopriamo qualcos'altro che tu oggi ci stai negando, come abbiamo scoperto di Ludovica che era una relazione importante, non una storiella, che durava, che vi siete continuati a sentire insomma in qualche modo ce l'hai detto tu adesso fino all'altro ieri, non vorrei che fra dieci giorni ti devo richiamare, che poi dopo rischio di non doverti, di non poterti, richiamare come testimone perché se tu mi menti anche adesso, e noi qualcos'altro scopriamo, dopo io non ti richiamo più come testimone, dopo a qual punto non mi fido più di te, incomincio a farmi brutti pensieri, capisci, io ti sto chiamando come testimone, però tu quello che stai dicendo, io da te vorrei un contributo, che tua moglie è stata uccisa con una tecnica militare, da assalto alla sentinella... (lunga pausa)... tu la conosci meglio di me com'è la tecnica militare di assalto alla sentinella, no? Non te la devo spiegare, ci stanno sui manualetti... che si legge...”.

Dopo una lunga pausa il caporalmaggiore risponde:

Parolisi: “... cioè in che senso questo?”.

Monti: “E' una tecnica con coltellate da dietro, all'improvviso, cioè una tecnica simile, adesso non è che dico assolutamente militare, ma una tecnica militare diciamo, sembra dal modo in cui è stata uccisa, io per questo vorrei da te i contributi, non perché ti preoccupi di Ludovica...”.

Monti "... c'era qualcosa che non andava tra te e Melania. Non era più un rapporto di amore...”.

Parolisi: “… invece no... anzi proprio in questi mesi qua era proprio il periodo, veramente bello perché avevamo avuto quegli alti e bassi quando è successo quella cosa ... poi dopo il periodo estivo, non ricordo se era giugno o luglio, il fatto che mi sono inventato di Paola così... Però io le ho detto: "Senti, è una storia che ho incontrato quella donna che piangeva così, mi ha fatto tenerezza... mi sono avvicinato: così l'ho conosciuta, ma non ho avuto nessunissimo rapporto di... cioè di sesso che...". E quindi l'ho buttato lì così... ".

Monti: “Quello che non torna è che il 17 (aprile) ti senti con Ludovica... lei ti aspetta giù, tu le dici questa cosa... che dovevate addirittura separarvi. Il 19 la richiami quando ancora tua moglie non si sapeva se era viva o se era morta per dirle di togliersi da facebook e gli dici pure che forse tua moglie si è allontanata perché temeva la separazione, come cazzo facciamo a credere a queste cose Salvatò?”.

Parolisi:... (Lunga Pausa)... "Pensi se mi ero preparato tutte queste cose qua (piagnucola) ... quello che voglio dire a lei, gli vado... il 17 la chiamavo... il 19 la chiamavo, facevo... cioè non cancellavo io tutto su facebook, c'era bisogno che lo facessi fare a lei".

Monti: “Chiudiamo... vuoi dire qualcos'altro Salvatò... io mi sono stufato... sono stanco... ma stanco non stanco... perché io sto qua pure... sono stufo di fare le domande insistenti. Tu dovresti essere il primo a dirci fin dal primo giorno tutto, ogni aspetto, ogni cosa, dovresti diventare pazzo, per il fatto che tua moglie è stata uccisa in quel modo, a coltellate, fatta ritrovare sfregiata sulle gambe, nel posto dove tu ci hai fatto l'amore venti giorni prima, o un mese prima quello che è. Tu dovresti essere il primo a rivelarci... a metterti davanti a noi come una trasparenza, no che ci nascondi il telefonino di Ludovica e la storia della milanese, della siciliana...quindi mi sono stufato, se c'hai qualche altra cosa da dire dillo adesso, poi chiudiamo il verbale...”.

Parolisi: "Io non devo dire niente".

Intanto sei soldatesse della Caserma Clementi di Ascoli hanno accusato alcuni superiori parlando anche di soprusi, minacce. La sede del 235° Reggimento addestramento volontari di Ascoli Piceno è al centro di tre inchieste da parte della procura civile, militare e dell'esercito.


“Il capo mi avvicinava... Mi invitava... - ha poi dichiarato al tribunale militare Simona, napoletana combattiva, accusando un suo superiore -. Mi diceva non ti preoccupare, io ti porto in un posto più sicuro, tipo qui al poligono. Diceva che non ci avrebbe visto nessuno...". ha raccontato un soldatessa. E un’altra : «Aveva un atteggiamento, insomma... Vediamo queste curve di livello. Allora, come siamo messi?... Poi c'è stato il fatto della respirazione bocca a bocca, mi disse che se fosse svenuto non potevo sottrarmi».

(...) Per esempio, il pm militare di Roma Antonella Masala, non ha avuto dubbi nel portare alla sbarra il maresciallo capo A.D.: «Ha offeso l'onore e la dignità delle inferiori di grado - scrive - invitandole esplicitamente ad avere rapporti con lui, rivolgendo loro espressioni del tipo "bei balconcini", "belle terrazze", "curve di livello", "che bel corpo che hai", "che belle labbra che hai", e dicendo che avrebbe preferito trovarle con addosso solo biancheria intima». Il magistrato è inflessibile: «A.D. minacciava un danno ingiusto, dopo il loro rifiuto all'approccio sessuale: se parli avrai dei guai. A processo».

Così, il magistrato militare. Ma il suo collega della Procura ordinaria, Ettore Picardi, che non è tenuto al rigore del codice a stellette, ha chiesto e ottenuto l'archiviazione dello stesso indagato: «I comportamenti non rappresentano un valido tentativo di violenza sessuale». Figuriamoci gli avvocati difensori, Nicola Pisani e Daniele Romeo: «Dalle testimonianze delle ragazze è emerso che le condotte si riducevano a volte a semplici inviti a prendere un caffè». Ma Simona la napoletana non demorde: «Sì sì, caffè, gli risposi: marescia', lei potrebbe essere mio padre. E io di certo non sono venuta qui a fare la stupida... Avevo sempre visto l'Esercito sotto una luce protettiva».

Lunedì 22 agosto Parolisi rilascerà dichiarazioni spontanee davanti ai giudici del tribunale del Riesame dell'Aquila, rompendo il silenzio tenuto nei due precedenti interrogatori di garanzia.

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