Delitto Rea, il padre di Melania sulla lettera di Parolisi: “Non è farina del suo sacco”


"L'ho tradita ma non l'ho ammazzata. In termini di legge il tradimento non costituisce nessun reato, allora non mi spiego il motivo della mia permanenza qui, in carcere". Sono le parole contenute nella lettera che Salvatore Parolisi ha inviato a un amico, il marito di Ilaria Mura Delitala, giornalista di “Quarto Grado”.

"Le mie lunghe e interminabili giornate le trascorro, leggendo scrivendo e pregando con quella poca fede ancora rimastami e con l'aiuto di persone estranee che mi inviano lettere per offrirmi la loro solidarietà".

"Non tutti mi hanno già condannato...dirvi come sto io adesso solo Dio lo sa, ma sono un combattente. Non mollo facilmente e combatterò fino a quando dimostrerò la mia innocenza, per la memoria di mia moglie e per mia figlia".

Scrive ancora Parolisi:

"A volte chiudo gli occhi e rivedo tutta la mia vita, partendo da quelle immagini del mio matrimonio che voi avete trasmesso in tv. Beh, cosa vedo io? L'immagine di un ragazzo con lo sguardo smarrito che con un sì segna il suo destino...Quel ragazzo, volontario in Kosovo, in Afganistan, con una grande e sana voglia di vivere, di sperimentare nuovi orizzonti, di sognare...perdo la linfa della vita, mi vengono tarpate le ali".

"Adesso sono un ragazzo sommerso dall'odio, frustrato, debole, che affonda nel suo sgomento il suo dolore...mi sta mancando la voglia di vivere, penso che forse sarebbe stato meglio che avessero ammazzato me quel giorno. Mi mancate tutti, Melania, Vittoria, la mia famiglia, gli amici, la mia vita".

Il padre di Melania non ci crede. "Io in dieci anni quel mostro di mio genero non l'ho conosciuto" dice a Tgcom. "Quella lettera non è farina del suo sacco".

Gennaro Rea poi torna al giorno dell'omicidio: "Lassù alle Casermette Melania ce l'ha portata lui. Salvatore deve parlare, per me poi possono anche buttare via la chiave"; "in modo categorico Salvatore non deve permettersi più di associare Melania a lui".

Sul fronte delle indagini, come riporta Il Centro, si cerca di capire se l’omicidio sia stato premeditato. Nell’ordinanza firmata dal gip di Teramo, nel frattempo passato ad altro incarico, si legge a pag. 161:

«Potrebbe costituire oggetto di approfondimento di indagine», «accertare se Parolisi avesse personalmente o per interposta persona una qualche conoscenza specifica in materia (radioelettrica) di celle telefoniche ovvero se si fosse documentato sul punto, anche via internet, dal momento che ha scelto per la consumazione del delitto due luoghi che hanno celle confinanti e seppure in minima parte sovrapponibili. Si tratta di un dubbio il cui superamento appare utile tuttavia anche in chiave di specificazione della intensità del dolo».


Secondo gli accertamenti dei carabinieri del Ris, il 18 aprile scorso, giorno della scomparsa di Melania, il cellulare di Parolisi è stato spento dalla 14 alle 15.26 quando il caporlamaggiore compone il numero del telefonino della moglie.

I Ris di Roma nei prossimi giorni saranno al lavoro sulle tracce biologiche rinvenute nell’abitazione di Folignano in cui Salvatore Melania e la figlia hanno abitato fino al giorno del delitto.

Foto | Il Centro

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