Cerveteri, omicidio benzinaio Mario Cuomo: primo identikit dei rapinatori-killer


Prima di compiere la rapina in cui due giorni fa a Cerveteri ha perso la vita Mario Cuomo ed è stato ferito il fratello Giancarlo, i rapinatori passeggiavano con il volto scoperto nel centro commerciale adiacente alla pompa di benzina teatro dell'omicidio. Alcuni clienti li avrebbero visti in faccia.

Ne sono certi gli investigatori che hanno già stilato un primo sommario identikit dei due rapinatori: tra i 40 e i 50 anni, indossavano giubbini scuri e scarpe da ginnastica. Il resto dovrebbero farlo le immagini delle telecamere di sorveglianza del piccolo centro commerciale vicino al distributore di benzina Erg di Cerenova di cui Mario Cuomo era titolare con il fratello Giancarlo, ancora ricoverato al San Camillo con prognosi riservata.

Anche la targa del maxi scooter usato dai malviventi pare sia stata immortalata dalle telecamere. Ieri sono state effettuate perquisizioni a Roma e nell’hinterland nelle case di noti pregiudicati e tossicomani con trascorsi legati a rapine e furti. La polizia non è sicura che la rapina al distributore situato al km 44 della via Aurelia, nel territorio di Cerveteri, fosse stata programmata.

Potrebbe darsi che i malviventi volessero in realtà rapinare uno dei negozi del centro commerciale ripiegando poi sulla pompa di benzina perché nel centro c’era più gente del previsto.

I rappresentanti dei sindacati di categoria di Roma e provincia intanto hanno manifestato tutte le loro preoccupazioni. "Siamo stanchi di questa situazione più volte denunciata e mai ascoltata. Ecco perché siamo pronti a indire uno sciopero per rivendicare il nostro diritto a lavorare in sicurezza".

"Non è più possibile rimandare, ciò che noi gestori chiediamo da tempo: ossia una ristrutturazione delle pompe di benzina" ha affermato Maurizio Micheli presidente della Figisc, la Federazione gestori impianti stradali carburante.

"Le istituzioni e le compagnie petrolifere devono farsi carico del problema dotando gli impianti di sistema di sicurezza come telecamere e box blindati. Siamo stanchi di questa situazione più volte denunciata e mai ascoltata. Ecco perché siamo pronti a indire uno sciopero per rivendicare il nostro diritto a lavorare in sicurezza".

Via | Repubblica Roma

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