Omicidio Carmela Rea, parla l'ex gip Cirillo: ""Parolisi potrebbe aver accompagnato la moglie dai suoi assassini"

SalvatoreParolisi2011

Giovanni Cirillo, il giudice per la indagini preliminare di Teramo che ha convalidato il secondo arresto di Salvatore Parolisi, è diventato presidente di Corte d'Assise: non si occupa più del caso e non ha più l'obbligo del silenzio.

Ed eccolo che, sulle pagine di Vanity Fair, ha deciso di parlare della vicenda, facendo alcune interessanti rivelazioni:

Gli indizi raccolti non ci permettono di affermare con certezza che Parolisi abbia materialmente ucciso la moglie: si limitano a collocarlo a Ripe di Civitella quando è avvenuto il delitto. Non sappiamo con certezza che cosa è accaduto in quel boschetto. Nessuno ha visto Parolisi uccidere la moglie. Per quanto ne sappiamo, lui potrebbe solo averla accompagnata sul luogo dove è stata uccisa. È un'ipotesi alla quale attribuisco una probabilità del 10 per cento. Ma non può essere scartata.



Cirillo ha poi spiegato il perché della convalida dell'arresto di Parolisi, accusato di omicidio volontario pluriaggravato dal vincolo di parentela e crudeltà e vilipendio di cadavere in eventuale concorso con altri:

Parolisi era presente al momento dell'omicidio, lo dimostra il suo Dna nella bocca di Melania. Inoltre, le bugie che ha raccontato - una tra tutte quando disse di aver riconosciuto il luogo del delitto dalle foto scattate con il cellulare dall'amico Raffaele Paciolla, che però non le ha mai fatte - il falso alibi della scomparsa di Melania a Colle San Marco, i tentativi di allontanare le indagini da sé mi hanno convinto che era colpevole al 90 per cento. Ma anche ammesso che sia colpevole non di omicidio, ma di concorso in omicidio, comunque l'arresto andava convalidato. Sia perché un uomo che porta la moglie dai suoi assassini deve stare in carcere e sia per impedirgli di continuare a inquinare e cercare di depistare le indagini.

Lui resta anche convinto che il movente, come vi abbiamo rivelato giorni fa, sia da ricercare in un segreto che Melania aveva scoperto e che si era detta pronta a rivelare:

Melania è stata uccisa perché aveva scoperto un segreto inconfessabile, forse legato alla caserma dove Parolisi lavorava. In tutta l'indagine resta un margine di dubbio sul fatto che Parolisi abbia accompagnato la moglie nel boschetto e lì sia intervenuta una persona che, però, non ha lasciato tracce di sé. Il che sposterebbe tutto su un piano di premeditazione a aprirebbe scenari inquietanti, se Parolisi stava rendendo conto a qualcuno di qualcosa che non sappiamo, se la moglie aveva scoperto qualcosa e lui è stato costretto a portarla lì. Ma noi non abbiamo elementi, al momento, per confermare questa pista. [...] Da alcune testimonianze dei colleghi di Parolisi sono emerse storie di sesso con le reclute donne. È stato chiesto a Parolisi se c'era prostituzione: ha risposto di no. Droga o traffici di droga? Ha risposto che sapeva che girava droga, ma che a lui non era mai capitato di vederne. Cose strane? Ha risposto che una volta una ragazza era stata trovata legata al letto con dei ceri attorno. Ma le sue affermazioni sulla pista satanica sono un tentativo di accreditare i segni esoterici incisi sul corpo di Melania dopo la morte: un depistaggio.

E mentre Salvatore Parolisi scrive dal carcere alla soldatessa Ludovica, - "ti amo da impazzire, non vedo l’ora di abbracciarti nella mia vita ci sei solo tu. Speriamo che finisca tutto presto" - il criminologo Carmelo Lavorino solleva alcuni dubbi sull'omicidio e sulla sua dinamica:

E' stato ipotizzato che le mani di Melania riunite sul petto indicassero un tentativo di difendersi dai colpi mortali. Ritengo, invece, che sia stato l'assassino a disporle le mani sul petto dopo averla ferita a morte. [...] Un atto di matrice psicologica indicatore di negazione psichica, di rimorso, di disfacimento del crimine da parte dell'esecutore, un tentativo di chiusura della scena cruenta. Un atto che è la firma psicologica dell'assassino, derivante dal bisogno intimo di riparazione del crimine e di allontanarsi da esso. Un atto che indica una relazione affettiva fra vittima ed aggressore.

Non solo: come mai, dopo oltre 48 ore in un bosco all'aria aperta, sul corpo di Melania non sono state rinvenute tracce dell'azione di animali boschivi e dei loro residui organici?

E' altamente probabile che sia stato ricoperto con un telo mimetico. Tale considerazione porta a individuare particolari possibilità, capacità, opportunità, competenze e logistica del soggetto ignoto.

Le indagini proseguono.

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