
E’ finita ieri, dopo oltre un anno, la latitanza del boss Francesco Pesce, 32enne presunto reggente dell’omonima ‘Ndrina di Rosarno.
L’uomo, latitante dal maggio 2010, è stato fermato proprio a Rosarno, nascosto in un bunker - 40 metri quadri con cucina, bagno e camera da letto, collegamento internet, aria condizionata e impianto di videosorveglianza - interrato nel cortile dell’azienda agricola Demol Sud.
Fondamentale per il suo arresto è stata la collaborazione della cugina Antonietta, che ha aiutato gli inquirenti a ricostruire le attività della cosca e il nuovo ruolo del giovane.
Francesco, accusato di associazioni mafiosa e di diversi delitti, è il figlio del boss ergastolano Antonino “Testuni” Pesce, detenuto ormai dagli anni ‘80.