Carceri, suicidio numero 41 dall’inizio dell’anno: Francesco Beniamino Cino si toglie la vita in cella


Francesco Beniamino Cino - in carcere dallo scorso giugno accusato del duplice omicidio dei consuoceri e del ferimento della nuora a San Vincenzo La Costa (Cosenza) - si è suicidato. L'uomo, di 66 anni, si è impiccato ieri all’interno della sua cella a Catanzaro.

Nelle scorse settimane a causa della sua salute era stato sottoposto a un intervento chirurgico. Gli avvocati difensori hanno fatto sapere di avere intenzione di presentare un esposto alla Procura della Repubblica. Questo è il suicidio numero quarantuno nelle carceri italiane dall'inizio dell'anno; sessantasei i detenuti che si sono tolti la vita nel 2010 secondo i dati di Ristretti Orizzonti.

Giovanni Battista Durante, Segretario generale aggiunto del Sindacato autonomo polizia penitenziaria: “Oggi (ieri, ndr) un detenuto italiano si è suicidato nel carcere di Catanzaro. Il corpo dell'uomo e' stato trovato dall'agente di polizia penitenziaria in servizio nella sezione detentiva. Per l'uomo, purtroppo, non c'è stato niente da fare, nonostante l'intervento dell'agente”.

“All'interno della sezione detentiva c'era un solo poliziotto penitenziario, a causa della grave carenza di personale. A Catanzaro, come in molti altri istituti d'Italia - hanno aggiunto Durante e Damiano Bellucci, segretario nazionale del Sappe - gli agenti sono costretti a fare anche tre turni di servizio consecutivi, soprattutto nel periodo estivo, per garantire i turni di ferie a tutto il personale."

"Gli eventi critici (suicidi, tentativi di suicidi, aggressioni e gesti di auto ed eterolesionismo) nei 206 istituti italiani sono, in media, circa 200 al giorno. L'uomo suicidatosi a Catanzaro era detenuto nella sezione media sicurezza. Dobbiamo ricordare, inoltre, che a Catanzaro esiste anche una sezione in cui sono ristretti circa 50 terroristi, dove sarebbe richiesto l'impiego di un maggior numero di agenti”.

Una situazione sempre più insostenibile quella delle carceri italiane. "Una questione di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile” ha ricordato qualche giorno fa il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione del convegno “Giustizia! In nome della Legge e del Popolo sovrano” tenutosi il 28 e il 29 luglio a Palazzo Madama.

Foto | Flickr

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