Delitto Melania Rea: nuove ipotesi sul movente. Si muove la Procura militare


Adesso si muove anche la Procura militare per verificare alcune circostanze emerse dopo l’omicidio di Carmela Melania Rea, delitto per il quale è in carcere dal 19 luglio scorso il marito della donna, il caporalmaggiore Salvatore Parolisi: «non si tratta di un'inchiesta su Parolisi, ma su ciò che sarebbe avvenuto all'interno della caserma, sui rapporti tra superiori ed inferiori» ha precisato ieri il procuratore militare di Roma, Marco De Paolis, che ha smentito l’esistenza di 3 indagati.

Bisogna, ha aggiunto il magistrato «approfondire alcune circostanze emerse finora» per capire se ci siano gli estremi per contestare il reato previsto dall’art. 46 del codice penale militare di pace: «Minaccia a un inferiore per costringerlo a fare un atto contrario ai propri doveri».

Intanto per risalire al movente dell’omicidio di Melania si torna a parlare di ipotesi circolate nei giorni immediatamente successivi alla scoperta del cadavere della donna nel bosco delle Casermette di Ripe di Civitella del Tronto (Teramo).

Se ne legge su Il Centro:

Di trans e festini si parlava già dai primissimi giorni dopo il 18 aprile, quando Melania è stata massacrata con 35 pugnalate accanto al chiosco di Ripe di Civitella. E già allora l'avvocato Valter Biscotti si era precipitato a smentire notizie di rapporti o conoscenze tra il suo assistito, il caporalmaggiore Parolisi, e personaggi del mondo dei transessuali. Ma ora è il gip di Teramo che ne parla, scrivendo sull'ordinanza (a pagina 176): «Può allora essere ipotizzato che la moglie Melania avesse scoperto qualcosa di assai più grave, o anche solo di torbido, di incoffessabile (non necessariamente di penalmente rilevante). Occorrerebbe approfondire ulteriori e diverse frequentazioni extraconiugali dell'indagato». Dove le parole chiave sembrano essere: torbido, non penalmente rilevante e diverse.

Torna la pista del segreto inconfessabile che avrebbe potuto travolgere Parolisi e far scoppiare uno scandalo nella caserma Clementi di Ascoli:

Partono da qui le indagini sul nuovo movente, che non è più passionale, legato al tradimento di Salvatore verso Melania con la soldatessa-allieva Ludovica, ma è più morboso per non dire più scabroso. L'ipotesi è quella che Melania, rivelando il suo segreto, potesse far scoppiare uno scandolo in caserma. Anche la procura militare batte questa pista. E indaga su presunti festini rosa, fra tre militari istruttori e reclute del 235º Reggimento Piceno di Ascoli che saranno presto convocate dal procuratore militare di Roma (...).

Melania è morta dissanguata, dopo essere stata colpita con 23 coltellate. Altre 9 le sono state inferte post mortem, in quello che è subito sembrato un tentativo di depistare le indagini. Questa mattina Il Resto del Carlino pubblica "l’esatta riproduzione" degli sfregi inferti sul corpo della donna. Intanto il gip di Teramo ha disposto nuovi accertamenti sull‘impronta della ruota di un'auto rinvenuta vicino al chiosco di Ripe dove è stato trovato il corpo senza vita di Melania. Forse l’auto dell’assassino, o degli assassini, forse l’elemento che può far chiudere il cerchio.

Via | Il Centro

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