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Pena di morte, i dati di Nessuno Tocchi Caino: Cina, Iran e Corea del Nord in testa

Pubblicato: 05 ago 2011 da Daniele Particelli

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conferenza stampa Nessuno Tocchi Caino

Sono diminuti i Paesi che utilizzano la pena di morte, ma sono aumentate le esecuzioni. E’ quanto emerge dal rapporto 2011 della ONG italiana Nessuno Tocchi Caino.

Nel 2010 le esecuzioni sono state 5.837, quasi cento in più rispetto alle 5.741 del 2009 e alle 5.735 del 2008. Di queste quasi 5 mila sono avvenute in Cina, che mantiene il primato con l’85,6% del totale.

Seguono l’Iran con 546 esecuzioni, la Corea Del Nord con 60, lo Yemen almeno 53, gli Stati Uniti con 46, l’Arabia Saudita almeno 27, la Libia almeno 18, l’Iraq almeno 17, la Siria almeno 17, il Bangladesh 9, la Somalia almeno 8, il Sudan almeno 8, l’Autorità Nazionale Palestinese almeno 5, il Vietnam almeno 4, l’Egitto 4, la Guinea Equatoriale 4, la Bielorussia 2, il Bahrein 1 e la Malesia almeno 1.

Nel rapporto, curato da Elisabetta Zamparutti, si legge:

I Paesi o i territori che hanno deciso di abolirla per legge o in pratica sono oggi 155. Di questi, i Paesi totalmente abolizionisti sono 97; gli abolizionisti per crimini ordinari sono 8; quelli che attuano una moratoria delle esecuzioni sono 6; i Paesi abolizionisti di fatto, che non eseguono sentenze capitali da oltre dieci anni o che si sono impegnati internazionalmente ad abolire la pena di morte, sono 44. I Paesi mantenitori della pena di morte sono scesi a 42, a fronte dei 45 del 2009, dei 48 del 2008, dei 49 del 2007, dei 51 del 2006 e dei 54 del 2005.

Di quei 42 Paesi detentori della pena capitale, 35 sono Paesi dittatoriali, autoritari o illiberali. Lì sono state compiute circa il 99% delle esecuzioni. Gli altri 7 Paesi, quelli definibili democrazie liberali, hanno effettuato in totale 53 escuzioni:

Stati Uniti (46), Taiwan (4), Giappone (2) e Botswana (1). Nel 2009 erano state 3 e avevano effettuato in tutto 60 esecuzioni: Stati Uniti (52), Giappone (7) e Botswana (1). In Indonesia, il 2010 è stato il secondo anno senza esecuzioni dal 2004, mentre l’India non ha eseguito condanne a morte per il sesto anno consecutivo.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, questa è stata la situazione del 2010:

solo 12 Stati americani hanno compiuto esecuzioni: sono state 46, contro le 52 del 2009. Nel 2010, le nuove condanne a morte sono state 114. Nei primi sei mesi del 2011, sono state effettuate 25 esecuzioni in 9 Stati.
Le 46 esecuzioni del 2010 sono avvenute in Texas (17), Ohio (8), Alabama (5), Oklahoma, Virginia e Mississippi (3), Georgia (2), Florida, Louisiana, Arizona, Utah e Washington (1).

Se volete approfondire la questione, vi invitiamo al leggere il report completo disponibile a questo indirizzo.

Via | Nessuno Tocchi Caino

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8 commenti

Commenti dei lettori

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  • Giusy 20

    05 ago 2011 - 11:53 - #1
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    Ma perchè quando gli assassini che agiscono quà ,non li mandiamo a processarli là,quà possiamo tenere solo l’ergastolo…………………

  • Profilo di molliandre

    molliandre

    05 ago 2011 - 14:31 - #2
    -1 punto
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    La pena di morte è espressione di non civiltà! ringrazia il cielo che in Italia non c’è!

  • Giusy 20

    05 ago 2011 - 16:39 - #3
    1 punto
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    …e invece gli assassini sono ” Civiltà”……………. …..tipo gli stupratori di minorenni ,chi guida sotto effetto di droghe ……non sarà deterrente …………ma almeno un pò di giustizia

  • Profilo di davide06

    davide06

    05 ago 2011 - 18:07 - #4
    -1 punto
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    http://it.wikipedia.org/wiki/Dei_delitti_e_delle_pene

    “Tra le tesi che egli avanza contro la pena capitale vi è il fatto che lo Stato, per punire un delitto, ne compierebbe uno a sua volta, mentre il diritto di questo Stato, che altro non è che la somma dei diritti dei cittadini, non può avere tale potere, infatti nessuna persona - dice Beccaria - darebbe il permesso ad altri di ucciderla; nel deposito comune delle libertà, non vi è quella di uccidersi, poiché questo risulterebbe in una dissoluzione del contratto sociale.
    La pena di morte diviene quindi uno “spettacolo” per alcuni, ed un motivo di “compassione e sdegno” per altri, che vedono l’inadeguatezza della pena. Una errata percezione della religione, della confessione e della redenzione, tra gli strati più bassi della popolazione, faceva sì che i più miseri non temessero questa pena se avevano la possibilità di risultare utili alla loro famiglia grazie al reato: allora la religione si affaccia alla mente dello scellerato, che abusa di tutto, e presentandogli un facile pentimento ed una quasi certezza di eterna felicità, diminuisce di molto l’orrore di quell’ultima tragedia”

    Nelle facoltà serie di giurisprudenza è uno dei primi libri che fanno leggere o che spronano a leggere (spesso per filosofia del diritto ma anche storia del diritto medievale e moderno e storia dei sistemi giuridici).
    Direi inoltre che è un po’ troppo facile parlare di pena di morte come deterrente, anche perché negli stati degli USA che la applicano chiaramente non lo è!

  • Peppe82

    05 ago 2011 - 19:28 - #5
    1 punto
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    secondo me non soltanto dovrebbero mantenerla, ma anche estenderla ad altri reati e in altri paesi tipo il nostro.

    Chi non vuole vedere morti i mafiosi o gli stupratori di bambini, o i delinquenti recidivi?

    Ah, quanta immondizia ci toglieremmo di mezzo…

  • Giusy 20

    06 ago 2011 - 11:52 - #6
    2 punti
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    Buonisti #2 #4 perchè non glielo dite a chi ha perso, un papà ,una mamma,un figlio e si troverà davanti un giorno l’assassino che gli ride in faccia………..

  • manowar 2

    07 ago 2011 - 19:47 - #7
    0 punti
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    La pena di morte va bene per reati molto gravi o di mafia, mi sembra invece pericolosa adottarla anche per omicidi meno gravi tipo non premeditati o preterintenzionali.

  • ambraol

    08 ago 2011 - 10:53 - #8
    0 punti
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    Siete disumani