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Mazzarino, colpiti clan Sanfilippo e Siciliano. Indagini e nomi arrestati

Pubblicato: 21 lug 2011 da Renato Marino

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“Era un vero e proprio patto di non belligeranza e convivenza quello siglato tra Cosa nostra e Stidda, storicamente avversarie, sulla falsa riga degli equilibri mafiosi ricadenti sul territorio di Gela”. Sono le parole del procuratore di Caltanissetta Sergio Lari nel corso della conferenza stampa tenuta ieri dopo i 27 arresti effettuati contro i clan di Mazzarino (Caltanissetta) tra Sicilia, Lombardia, Umbria e Marche.

“Le due fazioni mafiose grazie a questa tregua armata avevano il controllo del territorio capillare attraverso l’imposizione del pizzo – ha detto Lari – anche se un ulteriore canale di approvvigionamento era la droga ma era svincolato rispetto agli affari principali. Nel corso dell’inchiesta abbiamo scoperto che anche gli ergastolani, nonostante il carcere riuscivano a eludere i controlli comunicando con i familiari e dando direttive sulle estorsioni”.

Nessuna collaborazione da parte delle vittime del racket delle estorsioni, ha sottolineato il procuratore. “Li invito a collaborare - ha aggiunto Lari - per non doverci trovare nelle condizioni di denunciarli per favoreggiamento. La collaborazione con le forze dell’ordine può essere favorita grazie alla recente istituzione dell’Associazione antiracket a Mazzarino, un’associazione spontanea nata dalla società civile”.

Solo con la repressione - ha concluso il magistrato - non si va da nessuna parte, occorre la denuncia corale, pubblica; la politica diventi parte attiva di questo cambiamento che non deve essere relegato solo alle denunce di Confindustria nissena, altre associazioni e confederazioni di categoria si muovano in tal senso”.

I nomi degli arrestati. In manette sono finiti: Calogero Sanfilippo, 27 anni; Giuseppe Sanfilippo, 34 anni; Andrea Sanfilippo, 41 anni; Calogero Sanfilippo “Cicciobello”, 34 anni; Giuseppe Sanfilippo, 26 anni; Salvatore Sanfilippo, 48 anni; Giuseppe Specioso “il barrafranchese”, 27 anni; Maurizio Siciliano, 31 anni; Giovanni Siciliano, 42 anni; Salvatore Bognanni, 25 anni; Luigi Cinardo “Ciniddu”, 25 anni; Salvatore Maria Fanzone, 35 anni; Gianfilippo Fontana, 40 anni; Marcello Gesualdo, 35 anni; Antonino Iannì, 33 anni; Ivan Dario Iannì, 21 anni; Rosario Antonio Mannarà, 43 anni; Vincenzo Mannella, 58 anni; Gianpaolo Ragusa, 41 anni; Marcello Sanfilippo, 41 anni; Ignazio Zuccalà, 25 anni; Giuseppe Siracusa, 34 anni; Antonino Perno, 32 anni; Salvatore Pecorella, 45 anni; Roberto Lo Monaco, 43 anni.  

Le indagini. Gli investigatori si erano messi in moto dopo il duplice omicidio di Salvatore La Leggia e Giuseppe Giorlando, nel novembre 2005. In un primo momento l’attività investigativa si indirizzò sul clan Siciliano, poi su quello degli Stiddari. Secondo gli inquirenti a Mazzarino come già a Gela Cosa nostra (cosca Siciliano) e Stidda (clan Sanfilippo) si erano alleate per spartirsi i proventi delle estorsioni e del traffico di droga che sarebbe stato gestito dai Sanfilippo.

Il Giornale Nisseno, che mostra anche le foto degli arrestati, scrive che per gli inquirenti il reggente della Stidda di Mazzarino sarebbe Gianpaolo Ragusa su delega di Salvatore Sanfilippo. Ragusa avrebbe mantenuto i contatti con esponenti di rilievo di Cosa nostra a Catania per il traffico di stupefacenti. Dalle indagini è emerso anche un progettato omicidio da parte della famiglia Sanfilippo ai danni di Calogero Sanfilippo, per motivi d’interesse economico e per contrasti nati con elementi di Cosa nostra di Mazzarino legati alla cosca Siciliano.  

Via | Giornale Nisseno

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