Si è chiuso ieri il processo ad Annamaria Franzoni, riconosciuta colpevole della morte del figlio Samuele Lorenzi. Dopo 6 anni di indagini, ricerche ed interrogatori il verdetto definitivo: colpevole! La pena prevista dalla legge sono minimo 21 anni. La Franzoni invece ne ha avuti 16. Una sentenza giudicata da molti troppo leggera, eppure già messa in discussione.
Grazie all’indulto la Franzoni potrebbe vedersi scontare tre anni di pena che passerebbero quindi a 13, e già tra 5 anni potrebbe iniziare ad usufruire di qualche beneficio. A chiedere l’applicazione dell’indulto la procura generale di Torino, che ratificherà la richiesta alla Corte d’Appello.
Il “regime speciale” però sembra non fermarsi a questo. La detenuta infatti viene sorvegliata da due guardie penitenziarie e, come dice Paolo Nanni (consigliere regionale dell’Italia dei valori) che ha avuto la possibilità di parlare con i responsabili della struttura penitenziaria
non ha avuto nessun contatto nemmeno con le altre detenute. E’ stata sistemata in una cella singola, anche se non grandissima. Sono sicuro che sarà trattata bene
Insomma, un regime carcerario estremamente blando, anche considerando che la Franzoni potrà usufruirà di 6 colloqui al mese con i figli. Nel frattempo i legali si aggrappano ad altre speranze ed all’eventualità che emergano nuovi elementi che potrebbero portare ad una revisione del processo.
mossiam
22 mag 2008 - 22:32 - #1…forse sono i figli che, grazie a Dio, potranno usufruire di 6 colloqui al mese, con colei che rimane pur sempre la loro mamma…a prescindere dalle decisioni della GIUSTIZIA!…o no?
Ken Shiro
23 mag 2008 - 01:24 - #2Beh…è da vedere se i figli ne gioveranno…..
Luca71ita
23 mag 2008 - 08:32 - #3scandaloso…la legge è uguale per tutti…forse
avi
23 mag 2008 - 09:07 - #4Solo dopo 1 giorno già sento dire che tra 4 anni uscirà con l’indulto….INDECENTE!!!!!
ziomelo
23 mag 2008 - 12:15 - #5direi che la verità non la sa nessuno ed i media ne anno fatto la sentenza…per quanto difficile puo essere la verita innocente o colpevole il popolo puo avere una sua idea immaginaria e tenersela per se….non e la prima volta che succede che il colpevole e tranquillo al bar ed un innocente disperato tra le sbarre….che potrebbe esser chiunque e senza poterlo dimostrare….grazie…Meo
tatas
23 mag 2008 - 14:23 - #6Piu` che vederla dietro le sbarre a impazzire sarei piu` felice di vederla guarire con l’aiuto di persone competenti.
Perche` piu` che una omicida, mi sembra una persona con gravi disturbi mentali che vanno assolutamente curati per il bene suo e dei suoi figli.
VomitusMaximus
23 mag 2008 - 19:31 - #7Deve agonizzare, algida come una pietraia d’inverno.
andy1
25 mag 2008 - 13:42 - #8Su Anna Maria Franzoni io non ho un’opinione, nel senso che non mi voglio schierare ne’ con i colpevolisti ne’ con gli innocentisti. Penso che simili giudizi possono essere dati solo dai giudici, e dopo adeguati processi. Distinguendo quindi il ruolo della Franzoni accusata e giudicata, dal ruolo della Franzoni “televisiva”, trovo veramente assurdo che a 24 ore dal suo ingresso in prigione, già abbia ricevuto le visite dei suoi parenti (in barba a qualsiasi procedura), già si parli di accorciarle la pena il più possibile e, addirittura, di concederle la grazia. Questa signora ha già ricevuto tutte le garanzie di legge (che in Italia non sono poche) nei tre gradi di giudizio a cui è stata sottoposta. Di contro, c’è solo un certo sentimento popolare - per altro non univoco - che la vorrebbe innocente solo alla luce delle tante lacrime spese. Ma se bastassero solo le lacrime a far rimettere fuori dalla galera un condannato, non ce ne sarebbe più uno in dentro.
Quindi, bisognerebbe mettersi d’accordo: la certezza della pena, la si vuole o no?
Molti dicono: “dobbiamo rimetterla fuori per il bene dei suoi figli”. ma questa non ci sembra un’obiezione fondata. Primo, perché non è stato provato da nessuna parte che la presenza della Franzoni sia un bene per i suoi figli, visto che è stata condannata per l’omicidio di uno di loro, e secondo perché le carceri sono piene di genitori e non si capisce proprio perché i figli degli altri non abbiano allora gli stessi diritti dei bambini Lorenzi.
Si è detto: “E’ molto malata, va curata”, ma questa affermazione è respinta proprio dalla Franzoni stessa, che più volte ha tenuto a ribadire la sua sanità mentale, impedendo anche un’ulteriore perizia nel secondo processo. Quindi, anche qui, non si capisce da cosa derivi questa idea fissa che la Franzoni sia “una pazza che ha dimenticato il delitto commesso”. Forse dal giudizio di qualche psicologo-psichiatra televisivo, di quelli che imperversano sulle reti nazionali per dare pareri medici partoriti sulla scorta dei servizi giornalistici dei telegiornali?
Se questo è uno stato di diritto, bisogna finirla con la questione e consegnare la signora Franzoni al suo privato, pregandola sinceramente di smetterla di convocare continuamente giornalisti, a rilasciare interviste, a mettere i suoi bambini in qualsiasi discorso, e come giustificazione per qualsiasi richiesta.
Se vuole chiedere la grazia, lo faccia, ma per carità, in silenzio e non come al solito, cercando di forzare la mano alle istituzioni con lacrime e lamenti, quando non minacciano il suicidio. Se le autorità competenti decidessero poi di concedergliela, sarebbe anche lì un discorso privato, condivisibile o meno, ma che sinceramente non vorremmo veder poi rilanciato sui giornali quasi a controprova di una presunta innocenza già cancellata da tre lunghi gradi di giudizio.
andy1
25 mag 2008 - 13:51 - #9Su Anna Maria Franzoni io non ho un’opinione, nel senso che non mi voglio schierare ne’ con i colpevolisti ne’ con gli innocentisti. Penso che simili giudizi possono essere dati solo dai giudici, e dopo adeguati processi. Distinguendo quindi il ruolo della Franzoni accusata e giudicata, dal ruolo della Franzoni “televisiva”, trovo veramente assurdo che a 24 ore dal suo ingresso in prigione, già abbia ricevuto le visite dei suoi parenti (in barba a qualsiasi procedura), già si parli di accorciarle la pena il più possibile e, addirittura, di concederle la grazia. Questa signora ha già ricevuto tutte le garanzie di legge (che in Italia non sono poche) nei tre gradi di giudizio a cui è stata sottoposta. Di contro, c’è solo un certo sentimento popolare - per altro non univoco - che la vorrebbe innocente solo alla luce delle tante lacrime spese. Ma se bastassero solo le lacrime a far rimettere fuori dalla galera un condannato, non ce ne sarebbe più uno in dentro.
Quindi, bisognerebbe mettersi d’accordo: la certezza della pena, la si vuole o no?
Molti dicono: “dobbiamo rimetterla fuori per il bene dei suoi figli”. ma questa non ci sembra un’obiezione fondata. Primo, perché non è stato provato da nessuna parte che la presenza della Franzoni sia un bene per i suoi figli, visto che è stata condannata per l’omicidio di uno di loro, e secondo perché le carceri sono piene di genitori e non si capisce proprio perché i figli degli altri non abbiano allora gli stessi diritti dei bambini Lorenzi.
Si è detto: “E’ molto malata, va curata”, ma questa affermazione è respinta proprio dalla Franzoni stessa, che più volte ha tenuto a ribadire la sua sanità mentale, impedendo anche un’ulteriore perizia nel secondo processo. Quindi, anche qui, non si capisce da cosa derivi questa idea fissa che la Franzoni sia “una pazza che ha dimenticato il delitto commesso”. Forse dal giudizio di qualche psicologo-psichiatra televisivo, di quelli che imperversano sulle reti nazionali per dare pareri medici partoriti sulla scorta dei servizi giornalistici dei telegiornali?
Se questo è uno stato di diritto, bisogna finirla con la questione e consegnare la signora Franzoni al suo privato, pregandola sinceramente di smetterla di convocare continuamente giornalisti, a rilasciare interviste, a mettere i suoi bambini in qualsiasi discorso, e come giustificazione per qualsiasi richiesta.
Se vuole chiedere la grazia, lo faccia, ma per carità, in silenzio e non come al solito, cercando di forzare la mano alle istituzioni con lacrime e lamenti, quando non minacciando il suicidio. Se le autorità competenti decidessero poi di concedergliela, sarebbe anche lì un discorso privato, condivisibile o meno, ma che sinceramente non vorremmo veder poi rilanciato sui giornali quasi a controprova di una presunta innocenza già cancellata da tre lunghi gradi di giudizio.
stefano pitri
26 mag 2008 - 13:56 - #10se fosse colpevole sarebbe molto strano non aver confessato dopo tutto questo tempo, sarebbe il primo caso nella storia, che io sappia, di madre rea non confessa dopo tanto tempo, non lo ritengo possibile, ho invece un’altra impressione, è solo un’impressione, ma molto forte, cioè quella di magistrati estremamente incompetenti, che occupano certe posizioni che come tutte quelle posizioni lavorative molto ben remunerate, in questo paese finscono troppo spesso per essere occupate non da chi merita, ma da chi è raccomandato, per cui abbiamo, all’ordine del giorno, medici che uccidono persone sanissime, assessori e politici che compiono sfaceli dappertutto, e anche magistrati dai quali traspaiono evidenti i molti danari che percepiscono mensilmente, spesi dal parrucchiere, nei centri estetici, nelle migliori boutiques…commetere poi i disastri che hanno commesso fin dall’inizio a Cogne, per non parlare poi dei giornalisti e degli opinionisti, che prima loro creano un caso mediatico, e poi accusano quella poveraccia di divismo se si presenta per rispondere, e cos’altro poteva fare? se stava zitta l’avremmo accusata di non avere il coraggio di presentarsi perchè colpevole! doveva invece farlo, anche per difendere la reputazione sua e della sua famiglia, per amore degli altri figli sopratutto. Mi vergogno tanto di fare parte di questa società che non fa figli ma solo milioni di aborti, e che si erge a giudice supremo e brutale su un caso in cui non ci sono prove ma solo indizi tanto border-line quanto opinabili, dove gente che non sa nemmeno lontanamente cosa vuol dire avere due figli giudica il comportamento di una madre che lascia per un momento il figlio nel letto e poi la colpevolizza se, per disgrazia, casca un fulmine, e se, infine, invece di assolverla per insufficienza di prove, come tutti noi sappiamo bene nella nostra coscienza si doveva fare, la condanna solo per esigenze di immagine della loro casta, ho paura che prima o poi vivremo tutti un brusco risveglio, ma questa mia è solo un’impressione anche se molto forte