Cutolo: da Ottaviano a Sant'Anastasia

Ecco che se salite la via S. Michele ad Ottaviano, vi si para davanti una situazione ben strana: dove c'è il Castello Mediceo di Ottaviano, vedete che qualcuno ha caricato su Panoramio due scatti georeferenziati. L'autore ha un nome particolare, Felice Cutolo.

Il castello ha una storia quasi eccelsa, leggete:

Maramaldo la vendette ai Gonzaga di Molfetta. Nel 1085 il Castello ospitò il Papa Gregorio VII e nel 1304 fu distrutto da Carlo D'Angiò per essere poi ricostruito a partire da 1567 da Bernardetto dè Medici.

Nel 1567 i Medici la comprarono per 50.000 ducati da Cesare Gonzaga. Giuseppe I Medici, che fu uno dei personaggi più significativi della Napoli vicereale sul declinare del secolo XVII e del potere spagnolo, avviò la trasformazione della cupa fortezza in un "palazzo di campagna": e qui visse molta parte della sua lunghissima vita.

Torniamo a Felice Cutolo, chissà se e quale è il suo grado di parentela con Raffaele, ideatore della Nuova Camorra Organizzata:

Più tardi i pentiti riferirono agli inquirenti che all'interno dell'organizzazione vi era un vero e proprio culto per "Il Sommo" (anche soprannominato "Vangelo" e "San Francesco"); i proventi di un qualunque "lavoro" (attività illegale) dovevano essere suddivisi tra gli autori, Cutolo stesso, ed una "cassa comune" destinata al mantenimento delle famiglie dei carcerati ed al pagamento degli studi dei loro figli più promettenti.
La famiglia di Cutolo comprò il castello Mediceo (composto da 350 stanze) ad Ottaviano, per una spesa di diversi miliardi di lire dell'epoca, presto adibito a quartier generale della NCO, che Cutolo provvedeva a dirigere direttamente dalle carceri di Poggioreale e di Ascoli Piceno. In tutte le carceri in cui fu trasferito, Cutolo condusse sempre una vita molto agiata: si è sostenuto che la sua cella di Poggioreale avesse addirittura la moquette ed un prestigioso quadro alla parete.

Il Messaggero racconta il perchè di questa storia: ieri la famiglia Cutolo era ancora nelle notizie per l'assassinio della suocera di Raffaele per mano del figlio:

La lite sarebbe scaturita perchè la donna per l'ennesima volta avrebbe invitato il figlio ad andare a lavorare. I carabinieri sono risaliti al figlio, in seguito ad accertamenti. Quest'ultimo dopo essere stato rintracciato nella stazione della Circumvesuviana di Somma Vesuviana, avrebbe minacciato i militari con un revolver, senza sparare. Poi è scappato lungo i binari della ferrovia. L'inseguimento si è andato avanti, sotto la pioggia, fino alla stazione successiva di Sant'Anastasia dove l'uomo è stato arrestato per resistenza, detenzione e porto abusivo di arma. È stato trovato in possesso di un'accetta e una cesoia in metallo, sequestrati insieme al revolver.

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