
Confiscati stamattina dalla DIA beni per 50 milioni di euro nella disponibilità di un imprenditore ritenuto dagli inquirenti vicino ad alcune cosche di ‘ndrangheta. Si tratta di Domenico Tassone, di Polistena (Reggio Calabria), in carcere da luglio dell’anno scorso.
L’uomo nel 1994 è uscito indenne da un agguato, nel 2000 è stato condannato per omicidio ed occultamento di cadavere. Tra i beni oggetto di confisca da parte del tribunale di Reggio Calabria, società, immobili, ettari di terreno, denaro liquido depositato in alcune banche.
Il provvedimento si inserisce negli sviluppi dell’operazione Arca che in passato ha accesso i riflettori sul giro illecito di appalti e subappalti per lavori di ammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, tra La zona delle Serre Vibonesi e Rosarno.
Tassone è considerato dagli investigatori in contatto con le cosche Longo e Versace di Polistena, Alvaro di Sinopoli e Ierinò di Gioiosa Jonica. Dell’operazione Arca-labirinto, di febbaio 2009, si legge su Calabria notizie:
L’inchiesta, condotta dalla squadra mobile reggina, ha riguardato i lavori e le forniture per l’ammodernamento del tratto dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria tra gli svincoli di Mileto e Rosarno. Secondo l’accusa le cosche imponevano una tangente del 3% alle imprese come tassa ”sicurezza cantiere”, come veniva chiamata in gergo.
Scrive Cn24tv:
Tassone è stato condannato dalla Corte di Assise di Palmi ad 8 anni di reclusione, ridotta a 7 anni e 4 mesi dalla Corte di Assise di Appello di Reggio Calabria, per l’omicidio e l’occultamento di cadavere di Pierino Russo ed è stato tratto in arresto, nel 2007, insieme ad altri 14 soggetti nell’operazione “Arca-Labirinto“ che aveva disvelato come le cosche mafiose del reggino e del vibonese avessero imposto il controllo sull’aggiudicazione degli appalti e subappalti dei lavori di ammodernamento dell’autostrada Salerno–Reggio Calabria nei tratti Mileto-Serre Mileto-Rosarno, per lavori da oltre 100 milioni di euro, oltre che estorcere tangenti - mediante la cosiddetta “assicurazione cantieri tranquilli” - somma di denaro pari al 3% dell’importo dei lavori.
Nel procedimento penale scaturito dall’operazione “Arca”, l’8 luglio 2009 è stata emessa dal GUP del Tribunale di Reggio, nei confronti di Tassone una sentenza di condanna alla pena di 7 anni e 4 mesi di reclusione per associazione mafiosa nonché per aver costretto le ditte appaltatrici e subappaltatrici a rifornirsi di calcestruzzo ai prezzi da lui imposti. (…) Il Tribunale ha ravvisato nell’occasione la sussistenza di una tipica “impresa mafiosa”, evidenziando come la difesa di Tassone non sia riuscita a giustificare la legittima provenienza dei capitali iniziali posti a base dei futuri investimenti.
Questo l’elenco dei beni confiscati a Tassone:
- il patrimonio aziendale di cinque società operanti nel settore edilizio e della produzione di inerti e movimento terra unitamente a tre cave ubicate in località “Pagliamarcato” di Giffone, “Quarantana” di Oppido Mamertina e “San Leonardo” di Palmi (le imprese confiscate sono: la “COSTRUZIONI GENERALI s.r.l. di TASSONE Laura”, la “EDIL-MOVITER snc”, la “F.A.C.E.P. s.r.l.”, la “SUD APPALTIs.a.s.” e quota della “la PREGRANULATI s.n.c.”);
- 86 appezzamenti di terreno di varia natura per un’estensione complessiva di circa 700 ettari, ubicati per la maggior parte nel comprensorio della fascia aspromontana deiComuni di Cinquefrondi e Giffone,
- due autovetture tipo MERCEDES, di grossa cilindrata;
- disponibilità finanziarie aziendali epersonali pari a 6 milioni ed ottocentomila euro, per un valore complessivo di circa 47 milioni di euro.
Via | Cn24tv