Torino: arrestato latitante Giorgio De Masi, presunto boss Gioiosa Jonica


È stato arrestato ieri sera a Torino dalla polizia il latitante Giorgio De Masi, 60 anni. L'uomo detto "U Mungianisi" era sfuggito a luglio dello scorso anno all'operazione Il Crimine. Per gli inquirenti De Masi sarebbe alla guida del "locale" di Gioiosa Jonica (RC) e farebbe parte della "Provincia'' - organo di vertice delle 'ndrine - di Reggio Calabria.

È accusato di associazione per delinquere di tipo mafioso. In manette è finito anche, per favoreggiamento personale, il cugino Rocco De Masi. Al momento del fermo il latitante, come riporta Repubblica Torino, avrebbe esclamato: "N' dattaccaru...", ovvero "Ci stanno arrestando".

Secondo gli investigatori, avrebbe diretto ed organizzato le attività della cosca con il boss Antonio Ursino, coinvolto anch'egli nell'operazione Crimine. Le attività di ricerca si sono concentrate quindi, nel centro piemontese dove, con la collaborazione attiva dagli uomini dalla Squadra Mobile di Torino, il latitante è stato localizzato proprio alla vigilia di Pasqua.

Il blitz è scattato intorno alle 21.

Alle ore 21.00 circa, la Polizia ha notato Rocco De Masi, a bordo della propria autovettura Alfa Romeo 159, che si recava in Piazza Eugenio Montale, per prelevare il latitante Giorgio Demasi.A tal punto, in virtù di una completa sinergia investigativa tra il personale reggino e quello torinese, è scattato il blitz che ha portato all’arresto del boss, che pur possedendo un documento di identità contraffatto ed intestato a terza persona, ha riferito immediatamente agli investigatori di essere Giorgio De Masi.

Si legge su Strilli (dal comunicato diffuso dalla polizia):


LOCALE DI GIOIOSA IONICA
DE MASI Giorgio, in concorso con URSINO Antonio (nei confronti del quale si procede separatamente) con la qualità di capi e organizzatori, dirigendo e organizzando il sodalizio, assumendo le decisioni più rilevanti, impartendo le disposizioni o comminando sanzioni agli altri associati a lui subordinati, decidendo e partecipando ai riti di affiliazione curando rapporti con le altri articolazioni dell’ associazioni, dirimendo contrasti interni ed esterni al sodalizio, del locale di Gioiosa Ionica.

Significative, sotto questo aspetto, le numerose conversazioni ambientali registrate all’interno della lavanderia “APE GREEN”, tra lo stesso e COMMISSO Giuseppe cl. 1947, alias “U Mastru”, esponente di spicco dell’omonima famiglia Sidernese, ove i due discutevano in ordine agli assetti della ‘ndrangheta della Provincia di Reggio Calabria ed in particolare sui “locali” esistenti nella piana di Gioia Tauro.

Le ramificazioni della cosca Ursino di Gioiosa Jonica in Piemonte, in particolare a Torino, sono note. Antonio Ursino, 61 anni, è stato arrestato a marzo dell'anno scorso nell'operazione Mistero:


Le indagini sono partite dall'omicidio di Pasquale Simari, all'epoca 40enne, commesso a Gioiosa Jonica nel luglio 2005, di cui è stato individuato l'autore materiale Tommaso Costa, 51enne di Siderno. I dettagli sono stati resi noti in conferenza stampa dal procuratore della Repubblica reggina Giuseppe Pignatone. La vittima, dopo la scomparsa del Boss Vincenzo Macrì aveva riallacciato rapporti con elementi affiliati alla 'ndrina "Cordì" di Locri in forte contrasto con quella dei "Cataldo" e quindi anche con la cosca Ursino.

L'indagine ha accertato definitivamente, ritengono gli investigatori, l'esistenza del sodalizio criminoso di 'Ndrangheta capeggiato da Antonio Ursino chiamato Don Totò, 61enne, che opera a Gioiosa Jonica, nei comuni del comprensorio della vallata della fiumara Torbido, con ramificazioni in Nord Italia specie in Piemonte, e con collegamenti con la mafia pugliese.

Via | CN24 Tv

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