Afghanistan 2010: soldati americani posano accanto ai cadaveri afghani. 12 le persone a processo, 4 rischiano la pena di morte


Presentiamo le nostre scuse per il disturbo che queste foto possono arrecare, che sono in assoluto contrasto con la disciplina, la professionalità e il rispetto che hanno caratterizzato il comportamento dei nostri soldati. Temiamo che questo genere di cose possa mettere a rischio le forze della coalizione, e minare le nostre relazioni con il popolo afgano.

A dirlo è l'esercito statunitense in un comunicato diffuso in queste ultime ore, necessario dopo la diffusione di tre immagini, pubblicate dal settimanale Der Spiegel, in cui si vedono dei soldati statunitensi in Afghanistan mostrare come trofei i corpi di civili uccisi senza motivo.

Le immagini, definite ripugnanti dal Pentagono, sarebbero state scattate il 14 gennaio dello scorso anno nel distretto di Maiwand, a Kandahar, e ritraggono due soldati statunitensi, Jeremy Morlock ed Andrew Holmes, mentre sorridono dietro al cadavere del figlio di un agricoltore, Gul Mudin, ucciso quello stesso giorno.

Il settimanale, nel pubblicare i tre scatti, sottolinea che si tratta solo di una minima parte, "tre foto su circa 4mila scatti e video, giusto ciò che è indispensabile per raccontare la storia di una guerra che è cominciata con le migliori intenzioni, che doveva cacciare i terroristi di Al Qaida in Afgahnistan, che era autorizzata da un mandato Onu, ma che da molto tempo è diventata un'altra guerra".






I soldati coinvolti, oltre ai due già citati e protagonisti di questi scatti, sarebbero 12, tutti appartenenti alla 5 Striker Brigade della 2 Infantry Division, con base nello Stato di Washington.

Quello che facevano quei soldati, rivelano i quotidiani statunitensi, era inscenare finti combattimenti, attaccando a caso afghani inermi con armi e granate. Tutto, sottolineano, per puro divertimento.

Il gruppetto, ribattezzato "Kill Team" dal settimanale tedesco, è stato convocato dalla Corte Marziale: Morlock, Holmes ed altri tre soldati sono accusati di omicidio premeditato di tre persone e rischiano la pena di morte.

O meglio, in quattro rischiano la pena capitale visto che Morlok ha dichiarato di essere intenzionato a testimoniare contro gli altri membri del "Kill Team". Questo accordo, se sarà approvato dal giudice, prevede che il militare venga condannato a 24 anni di carcere, evitando così la pena di morte.

Gli altri sette militari, invece, sono accusati di aver coperto la vicenda, non segnalandola ai loro superiori.

Via | The First Post, Der Spiegel e Wall Street Journal

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