Serial Killer: Luis Alfredo Garavito Cubillos, la "Bestia" della Colombia

Luis Garavito

Luis Alfredo Garavito Cubillos, detto "La Bestia", è uno stupratore e serial killer colombiano, forse il più prolifico e brutale che la Colombia abbia mai avuto.

Classe 1957, originario di Génova, nel dipartimento colombiano di Quindío, Garavito era l'ultimo di sette figli e, da quanto è emerso in tribunale, suo padre era solito picchiarlo.

Vittima di abusi sessali da bambino, Garavito iniziò ad uccidere negli anni '90, presumibilmente dal 1992, stando a quanto confessò lui stesso al momento dell'arresto.

I primi indizi dell'esistenza di un serial killer e stupratore di bambini emersero nel febbraio del 1998, quando i corpi nudi di due bambini vennero trovati alle porte della città di Génova.

Nei giorni successivi venne scoperto un nuovo corpo, a pochi passi dal luogo in cui vennero ritrovati i primi due.

Tutti e tre i cadaveri erano in avanzato stato di decomposizione, mani legate, segni di morsi, i genitali tagliati via. Poco distante, una bottiglia di lubrificante.

Purtroppo, a causa dei costi troppo alti, il test del DNA non fu eseguito. Vista poi l'esistenza, in quel periodo, di alcuni serial killer latitanti, le autorità attribuirono quei delitti ad alcuni di loro.

Si iniziò, però, a tracciare un profilo delle vittime: età compresa tra gli 11 e i 13 anni, provenienti da famiglie povere, costretti a lavorare per strada, vendendo frutta e gomme da masticare, per aiutare i genitori.

A quel punto gli inquirenti iniziarono a passare al setaccio casi simili registrati precedentemente, ma molti dei documenti erano andati distrutti nel terremoto del 1998.

Fu trovato un riscontro con un caso simile registrato nel 1995 nella regione Valle: quattro bambini di età compresa tra gli 8 e i 10 anni furono trovati morti.

Il modus operandi e il profilo delle vittime corrispondeva perfettamente a quelli del massacro Génova.

Era ormai chiaro che un nuovo serial killer stava operando da anni sul territorio colombiano, ma la sua identità era ben lontana dall'essere scoperta.

Altre decine di delitti furono poi attribuiti a "La Bestia", ma la svolta avvenne, per puro caso, nel marzo del 1999: Luis Alfredo Garavito Cubillos venne arrestato perché scambiato per un politico locale col nome molto simile.

Da lì, una serie di accertamenti portò gli inquirenti a scoprire una scatola contenente decine di fototessere ritagliate da documenti di identità.

Erano tutte appartenenti a bambini, molti dei quali erano gli stessi uccisi dal serial killer "La Bestia". Non solo: furono ritrovati anche dei fogli nei quali erano indicate le date e il luogo in cui le vittime erano state uccise.

Garavito, interrogato dagli agenti, ci mise molto poco a confessare: confermò di avere stuprato, ucciso e mutilato più di 140 bambini, dal 1992 al momento dell'arresto, in almeno 59 zone diverse della Colombia.

Il processo iniziò pochi mesi dopo e fece molto discutere, soprattutto per l'entità della condanna.

Garavito fu riconosciuto colpevole di ben 138 dei 172 casi di stupro ed omicidio di cui era accusato.

Questo avrebbe dovuto portare ad una condanna a 1.853 anni di carcere, ma per la legge colombiana, che fino a quel momento non aveva mai avuto a che fare con un caso simile, un prigioniero può essere condannato a scontare massimo 30 anni di carcere.

A quei 30 anni previsti dalla Legge, ne furono sotratti 8, dovuti al fatto che Garavito aveva aiutato gli inquirenti nella ricerca dei corpi.

Alla fine del processo, quindi, Garavito si vide condannare soltanto a 22 anni di carcere.

Il serial killer si trova ancora in carcere ma, visto che si sta comportando da detenuto modello, le autorità non escludono che possa essere rilasciato in anticipo, forse entro tre anni.

Garavito ha già fatto sapere di essersi pentito delle sue azioni e che, una volta fuori dal carcere, ha intenzione di buttarsi in politica per poter aiutare i bambini vittime di abusi.

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