Chi l'ha visto? ultima puntata 29 maggio 2013

Il caso di Mirella Gregori, la morte di Salvatore Verdura e il brutale omicidio delle piccole Barbara e Nunzia nel nuovo appuntamento di Chi l'ha visto? con Federica Sciarelli su Raitre.

Il caso di Velia Claudia Carmazzi e Maddalena Semerano

Lo scorso aprile Massimo Remorini e Francesco Tureddi sono stati rinviati a giudizio per il loro coinvolgimento nel caso di Velia Claudia Carmazzi e di Maddalena Semerano, figlia e madre, svanite nel nulla nell'estate del 2010. Il primo deve rispondere delle pesanti accuse di omicidio, sequestro di persona, sottrazione e distruzione di cadavere, maltrattamenti in famiglia, mentre il secondo è accusato di favoreggiamento.

Remorini, in particolare, è accusato di aver provocato la morte delle due donne costringendole a vivere in una situazione di evidente disagio, in un piccolo lager-campo a Torre del Lago, dove erano state sistemate dall'uomo dopo la vendita delle loro abitazione.

Il processo per i due comincerà il prossimo 12 novembre, mentre fresano in sospeso le posizioni degli altri due indagati, la badante Maria Casentini e del figlio di quest'utltima, Maurizio Pasquinucci, che sono state rinviate all'udienza preliminare dell'11 giugno.

Salvatore Verdura, fu davvero un incidente?

Il mistero che circonda la morte dell'agente Salvatore Verdura, 52 anni, originario di Scordia, trova spazio a Chi L'ha visto?. L'uomo, deceduto il 13 gennaio 2011 a Capo Rizzuto, sarebbe stato ucciso. La famiglia ne è sicura, anche se le indagini parlano di infarto al miocardio mentre si trovava alla guida della sua automobile.

I familiari, elementi alla mano, sostengono che le ferite sul cadavere sarebbero incompatibili con un infarto e che ci sarebbero importanti incongruenze sui tempi di comunicazione del decesso. Perché l'amante di Salvatore non è mai stata interrogata?

Solo pochi mesi fa l'avvocato Gino Grassia, legale della famiglia dell'uomo, dichiarava:

Il medico del 118 vide una ferita al padiglione auricolare destro, il medico necroscopico lo stesso giorno non vide alcuna ferita ma si rese conto che c’era una frattura alla base cranica. […] L’indomani alle 7 del mattino agenti di polizia comunicarono alla famiglia che Verdura era morto. Ma come facevano a saperlo visto che secondo un testimone l’incidente è avvenuto dopo? Gli orari non sono compatibili con la ricostruzione della Procura di Crotone che ha già archiviato la prima inchiesta.

Salvatore è stato assassinato? Colpito alla testa e poi messo in auto per tentare di un depistaggio (perfettamente riuscito)? La famiglia ne è convinta e per questo ha chiesto la riapertura delle indagini. La domanda è lecita: se davvero si tratta di una messa in scena, a che livello arriva l'insabbiamento della vicenda?

Il brutale omicidio di Barbara e Nunzia, 30 anni dopo

I corpi senza vita di Barbara Sellini e Nunzia Musini, di appena 7 e 10 anni, furono ritrovati il 3 luglio 1983 nel rione Ponticelli, a Napoli. Bruciati e legati insieme. Pochi giorni dopo tre ragazzi vengono arrestati con l'accusa di aver sequestrato, seviziato, ucciso e dato alle fiamme le due bambine.

Si tratta di Giuseppe e Salvatore La Rocca, di 18 e 21 anni, Luigi Schiavo, di 21, e Ciro Imperante, di 18. Il primo, il terzo ed il quarto sono accusati del duplice omicidio, mentre il secondo, Salvatore La Rocca, solo di occultamento di cadavere in concorso con gli altri. Tutti si dichiarano innocenti, ma vengono condannati e scontano 27 anni di carcere.

Ora che hanno terminato di scontare la loro condanna, i tre uomini hanno deciso di presentarsi in tribunale ribadendo la loro innocenza. I veri responsabili siano ancora in libertà, dicono i tre, e per questo il caso deve essere rivisto e le indagini riaperte.

Un servizio, sconsigliato a un pubblico facilmente impressionante per la crudezza del racconto, ripercorre i punti salienti di questa terribile e brutale vicenda, dalla scomparsa delle bimbe al loro ritrovamento, dai primi sospetti fino all'arresto dei quattro giovanissimi.

A loro gli inquirenti arrivano dopo il racconto di un giovane del posto, un giovane sentito più volte dagli inquirenti, spesso fornendo informazioni contrastanti. Il presunto testimone, dopo diversi interrogatori, racconta di come i quattro giovani gli avessero confessato di essere gli autori di tanta brutalità.

Non ci sono riscontri scientifici, non ci sono prove contro di loro, ma al racconto del testimone si aggiunge la confessione, poi ritrattata, di Salvatore La Rocca, che conferma in toto la testimonianza del coetaneo, poi ritrattate a sua volta durante una delle udienze. Il presunto supertestimone, però, torna sui suoi passi e conferma quanto dichiarato all'inizio.

Salvatore La Rocca, invece, non farà mai dietrofront. Dopo aver ritrattato l'accusa nei confronti degli altri tre, rimane su quella linea e sostiene di esser stato costretto a confessare da parte delle autorità. Il caso, è evidente, nasconde ancora molti punti oscuri, misteri che i tre uomini condannati per quel duplice omicidio vogliono che vengano svelati.

La decisione sull'eventuale riapertura del caso arriverà domani mattina.

Amanda Peddio nomade nel Napoletano?

Amanda Peddio aveva 30 anni quando scomparve da Sestu, in provincia di Cagliari, la sera del 16 giugno 2002. Dopo aver litigato con il marito per una questione di gelosia, la donna ha mandato un messaggio alla migliore amica, Ignazia, prelevato 400mila lire, le due schede sim del cellulare e lasciato la fede sul tavolo di casa. Poi se n'è andata.

Nel 2011 il fascicolo per omicidio contro ignoti viene riaperto perché la donna è stata assistita al pronto soccorso di Pozzuoli. C'è una telefonata alla sorella che confermerebbe questa ipotesi, ma all'ospedale non c'è traccia della donna né del suo passaggio nella struttura. Come è possibile?

Le speranze della famiglia sono tornate a sopirsi, ma la puntata del 3 aprile scorso di Chi L'Ha Visto? dà nuovo vigore alle segnalazioni dei telespettatori, molte delle quali da Pozzuoli, nel Napoletano. Più persone hanno riferito di una donna senza fissa dimora, una donna con pochi denti e dall'aspetto trasandato, di sicuro non originaria della Campania, che era solita frequentare il lungomare.

Un giorno viene chiamata la polizia per disordini provocati proprio da quella persona che somiglia così tanto ad Amanda e da quel momento la donna smetterà di frequentare quella spiaggia. Le segnalazioni continuano ad arrivare dal Napoletano, tutti si dicono certi che si tratti proprio di Amanda, ma di lei ancora nessuna traccia.

Emanuela Orlandi, Mirella Gregori e il piccolo Josè

Si torna a parlare del caso di Emanuela Orlandi, di Mirella Gregori e del piccolo Josè Garramon, il bimbo di 12 anni ucciso e abbandonato sul ciglio della strada alle porte di Roma, ad oltre 20 chilometri dal luogo in cui era scomparso qualche ore prima. Era il 20 dicembre 1983, poche settimane dopo la scomparsa di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori.

I tre casi sembrano avere qualche elemento in comune, qualche collegamento che va oltre il presunto coinvolgimento di Marco Fassoni Accetti, testimone dell'ultima ora nel caso Orlandi-Gregori. Gli inviati ripercorrono ancora una volta il mistero che circonda la morte del piccolo José e il conseguente processo che vide imputato proprio Fassoni Accetti, poi condannato per omicidio colposo.

La famiglia del bimbo chiede risposte, chiede di conoscere la verità e lo fa attraverso le telecamere di Chi L'Ha Visto? e grazie all'avvocato Fabio Maria Galiani del foro di Roma, che ha già preso contatti con la Procura e ha intenzione di chiedere la riapertura delle indagini sulla morte del bimbo.

Sempre a proposito di Fassoni Accetti, la trasmissione continua ad approfondire la sua personalità nonostante le diffide dei suoi difensori, che accusano il programma di diffamazione nei confronti del loro assistito. Grazie alle segnalazioni dei telespettatori vengono mostrati dei filmati presenti sul sito ufficiale di Marco Accetti che ricordano in alcuni particolari proprio i casi sopra citati.

A proposito di Mirella Gregori, la 15enne scomparsa nel nulla il 7 maggio 1983 a Roma, la redazione ha ricevuto una telefonata da parte di un uomo non identificato che sostiene di esser stato il telefonista del caso Gregori in almeno due casi - nel 2008 e nel settembre 1983 - e di avere intenzione di mettersi in contatto con la signora Maria Antonietta Gregori, sorella di Mirella, per raccontarle tutto quello che sa a proposito della scomparsa della giovane.

Dagli esperti arriva la conferma che sul flauto fatto ritrovare da Fassoni Accetti non è stato rinvenuto alcun DNA. L'oggetto era troppo vecchio e malridotto, ma non è escluso qualche novità possa emergere dall'analisi delle impronte digitali, ancora in corso.

Emanuele Arcamone ha lasciato Ischia?

Emanuele Arcamone è scomparso da Ischia lo scorso 8 maggio. E’ stato avvistato l’ultima volta nel tratto di strada che collega la propria casa a Casamicciola. L’isola partenopea è stata setacciata da cima a fondo, ma del giovane nessuna traccia.

In molti sono convinti che il giovanissimo, descritto da tutti come sensibile e molto inquieto, si nasconderebbe proprio ad Ischia, ma dopo l'ultimo servizio della trasmissione sono arrivate molte segnalazione di avvistamenti, quasi tutte in Campania. Possibile che Emanuele sia riuscito a prendere il traghetto senza che nessuno se ne accorgesse?

Nuova segnalazione per Marianna Cendron

Nuova segnalazione nel caso della giovanissima Marianna Cendron, la ragazza di 18 anni di Castelfranco Veneto scomparsa nel nulla mercoledì 27 febbraio. Possibile che sia davvero fuggita di casa senza aver comunicato nulla? Possibile che abbia abbandonato il fratello a cui teneva tanto? E la sua bicicletta, utilizzata per andare a lavoro, che fine ha fatto?

Una testimone ha contattato la redazione di Chi L’Ha Visto? di aver notato una bicicletta sospetta nei pressi della sua abitazione, immersa in un canale. Con essa, sostiene la signora, ci sarebbe anche un sacco nero. Il livello dell'acqua, però, è troppo alto e gli inviati non riescono a verificare la segnalazione.

Le novità sul caso Pipitone

L'avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio, è presente in studio per affrontare le ultime novità sul caso di Denise Pipitone. La notizia del giorno è senza dubbio la decisione della signora Maggio, madre della bimba, di chiedere che le indagini sul caso vengano tolte alla Procura di Marsala per essere affidate alla Procura di Palermo.

La richiesta di avocazione riguarda le indagini su Anna Corona, madre di Jessica Pulizzi, e il secondo filone avviato in seguito alle rivelazioni del testimone Battista Della Chiave.

Un servizio ripercorre il racconto dell'uomo e affronta il particolare del peschereccio emerso dal racconto di Della Chiave. Che la piccola Denise sia stata portata in Tunisia a bordo di un peschereccio salpato dal porto di Mazara Del Vallo?

Si torna a parlare di Matteo Marino, lo "spiritato", zio di Denise e proprietario di un peschereccio, al centro delle indagini fin dai primi istanti e uscito di scena pian piano, quando è sfumata anche l'ipotesi del peschereccio. Il servizio affronta anche la disperata ricerca di Denise in Tunisia, sia da parte della redazione del programma che da parte della signora Piera Maggio, purtroppo senza successo.

L'11 giugno si terrà l'interrogatorio di Battista Della Chiave in sede di incidente probatorio, alla presenza delle parti. Quello che emergerà sarà bloccato e potrà essere utilizzato in un futuro processo, non in quello a carico di Jessica Pulizzi che si sta celebrando in queste settimane.

Roberta Ragusa, l'interrogatorio dell'amante del marito

Sara Calzolaio, amante del marito di Roberta Ragusa, Antonio Logli è stata interrogata stamattina dai magistrati che si stanno occupando della scomparsa della donna.

Gli inquirenti si sono concentrati su quello che era successo prima e dopo la scomparsa di Roberta Ragusa, dalle frequenti telefonate con Antonio Logli fino all'ultima chiamata di 17 secondi che aveva insospettito gli inquirenti. Nel corso dell'interrogatorio, durato poco meno di tre ore, la donna avrebbe dichiarato:

Roberta Ragusa è viva e tornerà presto

ma non avrebbe fornito nuovi elementi. Nulla di nuovo rispetto a quanto già noto. Sara Calzolaio continua a sostenere Antonio Logli, con cui ora ha una relazione alla luce del sole, e a ritenere falso quanto rivelato dal testimone Loris Gozi.

Gli argomenti di oggi

Nella puntata di Chi L'Ha Visto?, in onda stasera alle 21.05 su Rai3 si tornerà a parlare delle indagini sul rapimento della piccola Denise Pipitone dopo le rivelazioni del presunto testimone Battista Della Chiave e della decisione di Piera Maggio, madre della bimba, di chiedere che a occuparsi del caso sia la Procura di Palermo.

Sempre a proposito di bambine sparite verrà affrontato un altro grande mistero del nostro Paese, il caso di Barbara Sellini e Nunzia Musini, di 7 e 10 anni. I loro corpi senza vita, legati e parzialmente carbonizzati, furono ritrovati il 3 luglio 1983 nel rione Ponticelli, a Napoli. Due uomini furono accusati del loro rapimento e della loro uccisone e per questo condannati a 27 anni di carcere. Questa sera i due, da sempre dichiaratisi innocenti, forniranno la loro versione dei fatti e ribadiranno che i veri responsabili di tanta brutalità sono ancora in libertà.

Nel corso della puntata verranno affrontati anche il caso di Daniele LoPresti, il fotografo dei vip ucciso sul lungotevere a Roma mentre faceva jogging, e la scomparsa di Marianna Cendron, la 18enne di Treviso scomparsa nel nulla il 27 febbraio scorso. Il programma condotto da Federica Sciarelli continuerà ad indagare sulla vicenda. Su Crimeblog, a partire dalle 21.05, il consueto liveblogging della diretta.

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