Serial killer: Yang Xinhai, 65 omicidi in quattro anni


Se il serial killer di cui ci siamo occupati l'ultima volta, Gary Leon Ridgway, ha operato per moltissimi anni, quello di cui vi parliamo oggi, Yang Xinhai, ha concentrato la sua furia omicida in soli quattro anni.

Classe 1968, Yang Xinhai - conosciuto anche come Wang Ganggang, Yang Zhiya e Yang Liu - nasce in un villaggio nei pressi di Zhumadian, nella provincia cinese di Henan.

La sua famiglia è una delle più povere del villaggio e il giovane Yang, ultimo di quattro figli, si dimostra fin da subito molto sveglio ma altrettanto introverso.

All'età di 17 anni, siamo nel 1985, decide di lasciare la scuola e di non tornare a casa: preferisce viaggiare la per Cina e mantenersi con lavoretti saltuari.





E' in quel periodo che iniziano i primi guai con la legge: nel 1988 viene sorpreso a rubare e condannato al campo di lavoro forzato a Xi'an, capoluogo della provincia cinese dello Shaanxi.

Stessa condanna, sempre per un furto, arriva tre anni dopo a Shijiazhuang, capitale della provincia dell'Hebei.

I lavori forzati segnano Yang Xinhai che, nel 1996, viene arrestato per un tentato stupro e condannato a cinque anni di carcere.

Yang esce dal carcere nel 1999, totalmente cambiato: da quel momento inizia ad uccidere, quasi sempre con lo stesso modus operandi: agisce di notte, si introduce in casa delle vittime e massacra tutti a colpi di ascia, machete e martello.

Va avanti fino al 2003, quattro anni in cui la sua furia omicida si abbatte sulle province di Anhui, Hebei, Henan e Shandong: 23 donne stuprate, intere famiglie massacrate per un totale di 65 omicidi.

L'arresto scatta il 3 novembre 2003, dopo un controllo di routine: Yang Xinhai viene fermato da alcuni agenti e il suo comportamento, agli occhi delle autorità, appare fin da subito sospetto. Dopo alcuni accertamenti si scopre che Yang è ricercato per omicidio in quattro diverse province.

Ci vuole ben poco per avere una confessione: Yang non ha nessun problema ad ammettere quello che ha fatto e rivela agli agenti di aver ucciso 65 persone, di aver stuprato 23 donne e di aver ferito gravemente altre cinque persone.

Il caso arriva in Tribunale qualche mese dopo: il 1° febbraio 2004 Yang viene giudicato colpevole dei 23 stupri e di 67 omicidi - due in più rispetto a quelli da lui confessati - e viene condannato a morte.

L'esecuzione è quasi immediata. Yang viene giustiziato il 14 febbraio dello stesso anno con un colpo di fucile alla nuca. Aveva 35 anni.

Il movente di tanta follia omicida non è ancora stato completamente chiarito. Nelle settimane che anticiparono la condanna a morte, i media locali parlarono di una vendetta nei confronti della società, altri rivelarono che Yang era stato lasciato dalla sua fidanzata e per questo motivo aveva perso la testa.

Lui, nel corso del processo, fornì questa motivazione:

Quando uccido qualcuno sento che ne voglio di più. Questo mi spinge ad uccidere di nuovo. Non mi chiede se le persone che uccidono meritino o meno di vivere, non è un mio problema. Io non ho nessuno desiderio di far parte di questa società. La società non è una mia preoccupazione.

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