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Processo Cent'anni di storia: chiesti 15 anni per ex sindaco Gioia Tauro Dal Torrione

Pubblicato: 05 ott 2010 da Renato Marino

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I pm della Dda di Reggio Calabria, Roberto Di Palma e Roberto Pennisi, hanno chiesto una condanna a quindici anni di carcere nei confronti dell’ex sindaco di Gioia Tauro, Giorgio Dal Torrione, al termine della requisitoria del processo “Cent’anni di storia” in corso davanti al tribunale di Palmi.

Quattordici le persone complessivamente imputate e accusate a vario titolo, scrive Newz, di associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata all’infiltrazione di alcune cosche della ‘ndrangheta nelle attività del porto di Gioia Tauro.

Secondo le accuse formulate dagli inquirenti, esponenti di primo piano della cosche Alvaro di Sinopoli e Molé e Piromalli di Gioia Tauro avrebbero sostenuto la scalata dell’imprenditore romano Pietro D’Ardes all’acquisizione della cooperativa portuale All Services.

Per ques’ultimo, i pm hanno chiesto la condanna a sedici anni di reclusione. Stessa richiesta anche per due commissari liquidatori della cooperativa, Gianluigi Caruso e Giuseppe Mancini. La condanna più alta, diciotto anni, è stata invece chiesta per Giuseppe Alvaro, ritenuto esponente di primo piano dell’omonima cosca. Da Antimafia Duemila di luglio 2009:

Il procedimento “Cent’anni di storia” è nato dall’omonima operazione scattata il 22 luglio dell’anno scorso, che aveva portato all’arresto di imprenditori, professionisti, politici e capimafia ai vertici delle potenti cosche Piromalli e Molé. Storiche alleate e ora, per come emerso proprio da quelle indagini, in guerra tra loro.

L’operazione aveva portato allo scioglimento delle amministrazioni di Gioia Tauro e Rosarno. Su La Gazzetta del Sud, e su CN.24.Tv, del marzo 2010 si leggono le dichiarazioni del pentito Cosimo Virgiglio al processo:

Le dichiarazioni rese in video conferenza da Virgiglio, assistito dall’avv. Giorgio Alessio, davanti alla seconda sezione del Tribunale di Palmi (Fulvio Accursio presidente, Gaspare Spedale e Maria Laura Ciollaro a latere) hanno ruotato principalmente sui movimenti di Rocco Molè, il boss gioiese ucciso il 1 febbraio del 2008, rispetto a tre vicende in particolare: il tentativo, poi fallito, d’influenzare la scelta per la nomina dell’autorità portuale; l’interesse per l’acquisto di “Villa vecchia”, un albergo del XVI secolo a Monte Porzio Catone, vicino Roma; e, infine, il progetto di costruire un capannone nei terreni di Annunziata per farne un supermercato, che sarebbe stato all’origine dello scontro con i Piromalli. Tutte ricostruzioni che si avvalgono della conoscenza diretta di Cosimo Virgilio e Rocco Molè. «Ho conosciuto Rocco l’ultima volta che è uscito dal carcere, nel 2007 – ha raccontato Virgiglio –. Me lo presentò il suocero Giuseppe Speranza a casa sua. Rocco voleva iniziare un’attività d’importazione di scarpe dalla Cina e aveva bisogno di qualche doganiere che facilitasse l’uscita della merce ma io gli risposi che non potevo aiutarlo nell’elusione dei controlli doganali»

Foto | Tg1.rai.it

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1 commento

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  • Cesira Cruciani

    10 feb 2011 - 23:10 - #1
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    La All Service nasce a seguito della dissoluzione della società cooperativa Mariba, che operava monopolisticamente nel porto di Gioia Tauro, interessata da inchieste giudiziarie, nelle quali veniva qualificata come un’impresa legata al clan mafioso dei Piromalli (come confermato dalla Commissione Parlamentare Antimafia).
    La All Service “avrebbe”" dovuto operare differentemente rispetto alla Mariba. Nel 2001 il bilancio della All Service è florido ed attivo, lavora in condizioni di monopolio, detiene l’80% delle concessioni portuali. L’attivo della società è confermato anche negli anni 2003-2004, poi subisce una forte flessione a cagione dell’ingresso di altre società che svolgono la stessa attività sul porto. Nel 2005 la società viene messa in liquidazione per la grave crisi in cui versa. Nel 2006 viene disposta la liquidazione coatta amministrativa da parte del Ministero delle Attività Produttive, vengono così nominati da tre commissari liquidatori. La società viene venduta all’incanto con autorizzazione del Ministero dello sviluppo economico il 21. 06.2007, va però deserta nonostante la pubblicità sui quotidiani.
    Le concessioni portuali della All Service sarebbero scadute il 31.12.2007, e se non rinnovate dall’autorità portuale, non avrebbe potuto operare. I commissari liquidatori hanno fretta di concludere la vendita della All Service e sollecitano al Comitato di Vigilanza del Ministero la trattativa privata, una procedura semplificata. Una società la All Service nota per le infiltrazioni della ‘ndrina, spesso denunciate alla procura, che non avrebbe potuto lavorare senza le concessioni portuali e che rappresentava una grossa “rogna” per il Ministero dello sviluppo economico.
    Mi chiedo quanto sono costati i commissari liquidatori? Quanto è costato pagare il personale in cassa integrazione? Perché questo fallimento in un regime di monopolio? Ma soprattutto perché non arrivano più navi sul Porto di Gioia Tauro? Oltre alle intercettazioni telefoniche ed ambientali perché non sono state mai disposte indagini patrimoniali?