Continua la polemica sui redditi degli italiani divulgati ieri sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Come vi abbiamo già annunciato qui, dopo un susseguirsi di polemiche l’iniziativa è stata sottoposta all’attenzione del Garante della Privacy, che in attesa di ulteriori delucidazioni ha fatto sospendere subito la pubblicazione di tali elenchi.
Purtroppo l’azione di blocco non è stata così repentina e qualche utente è riuscito ad appropriarsi degli elenchi e diffonderli per altre vie. Quale miglior mezzo se non le reti peer to peer , utilizzate da milioni di utenti in tutto il mondo?
Se avete Emule sarà sufficiente digitare un generico “agenzia entrate” o i codici fiscali della città (H501 per Roma, F205 per Milano, L219 per Torino e così via, ) per accedere così ai tanto discussi file, in formato txt e quindi facilmente consultabili con qualunque sistema operativo. Parte così una sorta di spionaggio per scoprire chi è il più ricco di Milano, quanto dichiarano i vari calciatori e personaggi dello spettacolo, ma anche il tuo vicino di casa o il tuo meccanico di fiducia.
L’Italia è divisa in due: chi è d’accordo e chi si appella al diritto di privacy, c’è chi fonda blog personali dedicati alla questione (vedi redditodelvicino.com) e chi come Beppe Grillo se la prende con l’ex Ministro Visco per lo scherzo giocato agli Italiani prima di lasciare il posto a Giulio Tremonti: “Gli è stato suggerito dalla Ndrangheta, dalla Mafia, dalla Camorra e dalla Sacra Corona Unita. Padoa Schioppa e Visco (…) hanno eseguito”. “Le rapine in villa si faranno finalmente in tutta Italia e non saranno concentrate nel Lombardo Veneto” continua Grillo, ma intanto c’è chi gli fa i conti in tasca.
In attesa che la prossima settimana arrivi la risposta dell’Agenzia delle Entrate alla richiesta di delucidazioni da parte del Garante della Privacy, resta il fatto che i dati sono ormai diffusi in maniera capillare e sarà pressoché impossibile tornare indietro.
Voi che ne pensate?
newmediologo
02 mag 2008 - 22:32 - #1Ho lavorato per due anni in Svezia e li è tutto pubblico, anche la dichiarazione del re che è un cittadino come gli altri.. Credo che sia una forma di trasparenza e civiltà.. In USA la gente prima di chiederti come ti chiami ti chiede quanto guadagni, mentre qui sembra sempre un segreto di stato.. Sarebbe ora di diventare un po’ più “scandinavi” anche noi..