Si è conclusa questa mattina a Roma l’operazione Shyla connection, che ha permesso alla Guardia di Finanza di smantellare un’organizzazione dedita allo spaccio di cocaina.
Le indagini sono state avviate qualche mese fa, quando gli agenti hanno intercettato sei membri dell’organizzazione che si erano riuniti in un appartamento per preparare le droga da immettere sul mercato laziale.
Da lì, dopo settimane di intercettazioni e pedinamenti, è scattata l’operazione: dodici persone - 10 uomini e 2 donne - sono finite in manette con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e di altri reati contro il patrimonio connessi all’illecita detenzione di armi e specie animali protetti.
La specie protetta a cui si riferisce l’accusa è un esemplare di Python Molurus Bivittatus varietá albina, meglio noto come pitone albino, che può essere tenuto solo se in possesso di documento CITES.
Il rettile, lungo circa 3 metri, veniva tenuto di uno degli appartamenti trasformati dalla banda in deposito della droga e veniva utilizzato per minacciare gli acquirenti che cercavano di non pagare la merce.
Non solo: il pitone, che generalmente non attacca l’uomo, veniva anche utilizzato come nascondiglio per la cocaina. Sotto al suo corpo, infatti, gli agenti hanno rinvenuto circa 200 grammi di sostanza purissima.
L’animale è stato preso dal personale del Corpo Forestale dello Stato ed affidato alle cure veterinarie degli esperti del BioParco di Roma.
Nel corso dell’operazione gli agenti hanno sequestrato 5 chilogrammi di cocaina, strumenti vari per la sua lavorazione e diverse pistole.