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Aggressione in strada a Milano: deceduta la donna massacrata da Oleg Fedchenko

Pubblicato: 06 ago 2010 da Daniele Particelli

Commenti dei lettori

Oleg Fedchenko

E’ deceduta poche ore fa in ospedale la 41enne Enlou A., la donna filippina aggredita questa mattina in viale Abruzzi a Milano da Oleg Fedchenko, 25enne ex muratore con la passione del pugilato.

Il giovane, ne abbiamo parlato stamattina, era stato lasciato dalla fidanzata e non riusciva a farsene una ragione. Poco dopo le 8 è sceso in strada e si è scagliato contro la prima persona che ha incontrato.

L’ucraino, che in passato aveva sofferto di depressione e di problemi psicologici, è ancora ricoverato in ospedale: si è accanito sulla vittima con tanta violenza da fratturarsi le nocche e scorticarsi le mani.

Piantonato dagli agenti, Fedchenko dovrà rispondere all’accusa di omicidio. Non appena si sarà ripreso, verrà subito trasferito nel carcere di San Vittore.

Via | RaiNews24

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8 commenti

Commenti dei lettori

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  • marcellone

    06 ago 2010 - 19:57 - #1
    1 punto
    Up Down

    dovrebbero sopprimerlo come un animale malato questo subumano.

  • Arciboldo

    07 ago 2010 - 00:11 - #2
    1 punto
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    [quote]dovrebbero sopprimerlo come un animale malato questo subumano.[/quote]

    Concordo. Altro che “ricoverato in ospedale”. Sono questi i casi in cui, questi ANIMALI addestrati al combattimento, incapaci di gestirsi con disciplina e autocontrollo, dovrebbero beccarsi un’iniezione d’aria o la sedia elettrica.

  • primo capo

    07 ago 2010 - 00:13 - #3
    0 punti
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    esagerati!
    basta solo tagliarli le braccia!
    e poi non serve nemmeno tenerlo in prigione.

  • Profilo di mrmoleskine

    mrmoleskine

    07 ago 2010 - 12:50 - #4
    0 punti
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    Per un momento ero d’accordo con i primi due commenti… ma il terzo ha il suo perché.

    A patto che poi non si becchi la pensione di invalidità

  • primo capo

    08 ago 2010 - 11:39 - #5
    0 punti
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    ovviamente no…
    a meno che non debba firmare ogni volta…

  • dura lex sed lex

    09 ago 2010 - 16:04 - #6
    0 punti
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    la pena di morte precededuta da una lunga lenta ed interminabile tortura come solo nel suo paese d’origine sanno fare
    a morte

  • Antono Salci

    12 ago 2010 - 09:05 - #7
    1 punto
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    In paesi più civili, dove le leggi sono più attente alla tutela dei poliziotti in servizio (USA, Russia), ad un individuo così violento viene ordinato UNA SOLA VOLTA di arrendersi, poi se si scaglia contro gli agenti, viene (GIUSTAMENTE) abbattutto come un animale impazzito.
    Da noi salterebbero su i soliti buonisti dicendo “era disarmato”… “era malato di mente”… ed i poliziotti finirebbero sotto processo.
    Comunque, visto che è forte e sano, meriterebbe i lavori forzati a vita.
    Spaccare pietre dalla mattina alla sera, con sole, pioggia o neve… per pagarsi il vitto e alloggio in galera.
    Non vuoi lavorare? Non mangi!

  • fabiola minoletti

    19 ago 2010 - 09:30 - #8
    0 punti
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    Abbiamo ascoltato lo sfogo disorientato di più persone che hanno assistito al massacro di viale Abruzzi, in tutti si coglie un senso di orrore, di impotenza e di forte tormento per il mancato soccorso.
    E’ facile e comodo giudicare dall’esterno, ma di fronte a gesti che nulla hanno di umano e di prevedibile come avremmo reagito noi?
    Una persona anziana, il negoziante di una lavanderia di via Paracelso attirato dalle grida, la portinaia (vittima mancata) dello stabile accanto, i magnaccia del bar di fronte ed il conducente che passa per recarsi al lavoro.
    In una lenta e solare mattina di agosto, questi sono i testimoni: impietriti, impauriti, scioccati e terrorizzati.
    Uomini. Ma non indifferenti a questo ignobile gesto.
    Nel ricordare piangono e sicuramente piangeranno.
    La follia, quella mattina di agosto in viale Abruzzi non ha incontrato l’eroismo, ma persone comuni, come tutti noi.
    Fabiola Minoletti
    Comitato Spontaneo Abruzzi-Piccinni