Camorra, estorsioni: 23 arresti clan Ascione-Papale e Iacomino-Birra di Ercolano


Sono 23 gli arresti eseguiti la scorsa notte e questa mattina dai carabinieri del Comando provinciale di Napoli nell’ambito di un’operazione contro i clan Ascione-Papale e Iacomino-Birra di Ercolano (Napoli).

Le accuse sono di estorsioni continuate ed aggravate dal metodo mafioso. Tra i fermati vi sarebbero anche minorenni. Le indagini, coordinate dalla DDA partenopea e condotte dai militari di Ercolano e di Torre del Greco hanno documentato un vasto giro di estorsioni dal 2007 ad oggi.

Fondamentale per gli investigatori la collaborazione delle vittime, imprenditori e commercianti della zona, l’uso delle intercettazioni telefoniche ed ambientali e il riscontro fornito dalle dettagliate dichiarazioni dei collaboratori di giustizia.

Delle ultime operazioni contro i due clan rivali avevamo parlato con gli arresti di dicembre 2009 e dell’aprile scorso. Dalle indagini era emersa la pratica del "doppio pizzo":


Stesse strade, stesso territorio per due gruppi criminali che però taglieggiano anche lo stesso gioielliere e lo stesso concessionario di motociclette, il medesimo imprenditore edile. Doppio pizzo a Ercolano, per l’ inchiesta dell’ Antimafia battezzata “Regalo di Natale” e coordinata dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo. Ieri con 22 provvedimenti (3 fermi e 19 ordinanze emesse dal gip Luigi Giordano) eseguiti dai carabinieri. Decapitatii clan rivali Birra-Iacomino e Ascione-Papale, grazie anche alle rivelazioni di un pentito. (…) Indagini avviate nell’ aprile scorso dopo il ritrovamento, in casa di un affiliato al clan Ascione-Papale, di un elenco con 80 nomi di commercianti con delle cifre accanto.

Del contributo di un collaboratore di giustizia, un ex appartenente agli Ascione-Papale accusatosi di 4 omicidi, parla questo articolo di Metropolis web:


Era pronto ad ammazzare ancora. A compiere nuovi raid nei santuari della camorra per uccidere gli odiati nemici. Aveva un lungo elenco di nomi da mandare al tappeto. In cima alla lista, c’era Antonio Birra, fratello del boss Giovanni e reggente del clan, Giacomo Zeno (fratello di Stefano) e Vincenzo Esposito, alias ‘o ricordino. E tanti altri ancora, rimasti lettera morta, dopo l’arresto del braccio armato del clan.


(...) Il pentito si è anche accusato dell’omicidio di Vincenzo Abbate, fratello di Aristide anche lui ucciso nella faida di camorra. Aveva tradito il clan Ascione-Papale. Ma la colpa più grave era quella di aver fatto da specchietto nel tentato omicidio compiuto contro zì Luigi. Fu trucidato l’otto marzo del 2009 davanti alla chiesa di Pugliano dove era in corso un matrimonio. Un nuovo agguato di morte a Pugliano simbolo ormai della faida tra clan.

Via | Metropolis web

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