Delitto di Garlasco, sentenza annullata in Cassazione: processo da rifare per Alberto Stasi

Si dovrà ricelebrare il processo d'appello. Alberto Stasi non ha assistito all'udienza.

I giudici della Prima Sezione penale della Corte Suprema di Cassazione, oggi presieduta da Paolo Bardovagni, hanno deciso di annullare con rinvio la sentenza di assoluzione per Alberto Stasi, risultato innocente in primo e secondo grado dalla pesante accusa di aver ucciso la fidanzata Chiara Poggi.

Le motivazioni di questa decisione non sono ancora state rese note, ma è ormai certo che si dovrà tornare in aula per un nuovo processo d’appello che potrebbe ribaltare del tutto quanto stabilito dai giudici della Corte d’Appello di Milano il 6 dicembre 2011.

Come la famiglia Poggi, che ha preferito rimanere a casa ad attenere questa importante decisione, il giovane bocconiano, ora impiegato a Milano in uno studio di commercialisti, aveva deciso di non assistere all’udienza. E’ stato immediatamente avvisato dal suo avvocato, al quale ha detto di sentirsi "dispiaciuto e incredulo" per questa decisione, di cui ha ammesso di non capire le motivazioni.

Il ricorso contro la sentenza di primo e secondo grado, lo ricordiamo, era stato presentato dalla famiglia della vittima e dalla Procura generale di Milano. I giudici, possiamo immaginarlo in attesa che vengano diffuse le motivazioni della sentenza, hanno ritenuto valide le argomentazioni del ricorso ed hanno deciso che la posizione di Alberto Stasi merita ulteriori approfondimenti.

E' di massima soddisfazione il primo commento rilasciato a caldo dall'avvocato Francesco Compagna, uno dei legali della famiglia Poggi, parte civile nel procedimento:

Siamo contenti perché le nostre richieste hanno trovato una conferma autorevole dalla Cassazione. La sentenza di oggi conferma la fondatezza dell'esigenza di fare nuovi accertamenti, vedremo se saranno verificati elementi sufficienti a carico di Stasi della sua colpevolezza. Vedremo cosa accadrà nel nuovo processo.

Questa, invece, la breve dichiarazione rilasciata all'uscita dall'aula dall'avvocato Fabio Giarda, tra i difensori di Alberto Stasi, che ha ricordato come sarà necessario attendere i motivi di questa decisione prima di capire come ci si dovrà muovere:

Leggeremo le motivazioni. Ma eravamo di fronte a due sentenze granitiche e cristalline, conformi nel dichiarare l'assoluzione di Stasi. Bisognerà capire se hanno accolto le richieste di rinnovazione dell'istruttoria sul capello o sulla bicicletta oppure se hanno annullato per vizi motivazionali.

E' interessante leggere le dichiarazioni rilasciate da Paolo Reale, il perito informatico nonché cugino di Chiara Poggi, che ha analizzato il computer di Alberto Stasi in cui sono stati trovati contenuti pedopornografici e la chiavetta USB di proprietà della vittima:

Ho sentito i familiari di Chiara, sono soddisfatti ma anche molto emozionati: oggi è stato fatto un passo avanti verso la verità. Nessuno parla di vittoria è un percorso che va avanti, accetteremo la nuova sentenza che verrà, qualunque cosa sia. […] In quella chiavetta, circa un mese prima dell'omicidio, Chiara aveva salvato degli articoli di giornale che riguardavano casi di pedopornografia. Non si può dire se ci sia un collegamento, ci sono nella vicenda tanti puntini ma non un tratto che li unisce, e per questo servono ulteriori verifiche. Credo comunque che il movente possa essere nato nella dinamica di coppia.

Il nuovo processo, come disposto dai giudici della Cassazione, sarà celebrato davanti alla Corte d’assise d’appello di Milano.

(in aggiornamento)

Delitto di Garlasco, il PG: "Stasi è colpevole, processo da rifare"

19.50 - La decisione è stata rinviata a domani mattina. I giudici sono ancora in Camera di consiglio.

L'udienza è ancora in corso. Nel pomeriggio, durante il suo intervento in aula, il procuratore generale Roberto Aniello ha ribadito l'esistenza di "evidenti illogicità e lacune ed incongruenze" nelle sentenze di primo e secondo grado:

L'autore dell'omicidio ben conosceva la vittima come pure la casa. Non ci sono elementi che parlino di altre persone all'infuori di Stasi che potessero avere un movente per uccidere Chiara Poggi. […] Stasi ha effettuato una serie di telefonate sia da fisso che da cellulare ad intervalli cadenzati, arrivando a fare ad un certo punto ben sette chiamate. Intorno alle 13.26, 13.27 c'è stata una chiamata di Stasi al fisso della famiglia Poggi che ha avuto una risposta muta di dodici secondi data in automatico dal sistema di allarme. Stasi è rimasto in linea dodici secondi, un tempo non brevissimo, ma interrogato non dirà mai di aver avuto questa risposta muta e di essere rimasto in linea per dodici secondi.

In definitiva, ha dichiarato il PG, Alberto Stasi ha ucciso Chiara Poggi e per questo deve essere condannato. Quindi, rivolgendosi ai giudici, ha chiesto l'annullamento con rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello.

Di parere opposto, ovviamente, è la difesa del giovane di Garlasco, che nel chiedere l'assoluzione dell'imputato ha sottolineato come

durante i 6 anni del procedimento nessun giudice ha identificato gravi indizi di colpevolezza su Alberto Stasi.

La decisione è attesa in serata.

Delitto di Garlasco: oggi la sentenza della Corte di Cassazione

Questo è il giorno della verità per Alberto Stasi. Dalle 15 di oggi i giudici della Corte di Cassazione si esprimeranno sul giallo dell'omicidio di Chiara Poggi e decideranno se confermare la decisione della Corte d'Appello di Milano e assolvere in via definitiva il giovane bocconiano di Garlasco o se accogliere le due richieste presentate riaprire il caso autorizzando ulteriori accertamenti.

A volere fortemente i nuovi accertamenti sono stati i familiari di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto di sei anni fa, e la Procura generale di Milano. I Poggi, che oggi non saranno presenti in aula, hanno chiesto che vengano riconsiderati alcuni elementi tralasciati nei due precedenti gradi di giudizio: l'analisi, mai eseguita prima, su un capello trovato nella mano di Chiara e su alcuni frammenti di unghie della vittima e il sequestro e le relative analisi su una bicicletta mai di proprietà di Alberto Stasi e mai sequestrata dagli inquirenti.

La difesa di Stasi, è evidente, ha chiesto nuovamente che l'imputato venga assolto come già accaduto per ben due volte. Il caso sarà discusso a partire dal primo pomeriggio di oggi e la sentenza potrebbe arrivare già nella prima serata. Non mancheremo di aggiornarvi con tutti i particolari in tempo reale.

Foto | ©TMNews

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