Omicidio Calvi: al processo d'appello assolti Pippo Calò, Ernesto Diotallevi e Flavio Carboni



Al processo d'appello per l'omicidio del banchiere Roberto Calvi sono stati assolti Pippo Calò, Ernesto Diotallevi e Flavio Carboni. La sentenza non è difforme da quella pronunciata in primo grado il 6 giugno del 2007, anche lì con pronuncia di assoluzione per gli imputati di omicidio volontario e premeditato.

La Corte ha deciso l'assoluzione del finanziere Flavio Carboni, dell'ex cassiere della mafia Pippo Calò e dell'ex boss della banda della Magliana Ernesto Diotallevi, che nel 2007 erano stati assolti con quella che un tempo era la formula dell'insufficienza di prove.

E' finita quindi oggi l'attesa della sentenza di secondo grado nel processo per l'omicidio del banchiere Roberto Calvi trovato impiccato il 18 giugno 1982 sotto il Blackfriars Bridge (Ponte dei Frati neri) a Londra. Nelle tasche di Calvi furono ritrovati dei mattoni e 15mila dollari.

Pochi giorni fa ne aveva parlato Rita Di Giovacchino sul Fatto, ricordando un processo ormai quasi caduto nel dimenticatoio e quel che è successo con la sentenza di primo grado. Ossia quattro assoluzioni.

In primo grado i quattro imputati sono stati tutti assolti dall’accusa di aver ucciso il presidente dell'Ambrosiano che - a dire del pm Luca Tescaroli - sarebbe stato eliminato per vendetta dalla mafia siciliana che nel crac aveva perduto centinaia di miliardi di dollari. Gli imputati sono Pippo Calò, Ernesto Diotallevi, Flavio Carboni e Silvano Victor. Ognuno di loro rappresenta un pezzo della storia criminale di questo paese, la mafia, la Banda della Magliana, la P2.



Calvi era soprannominato il "banchiere di Dio" per i suoi stretti legami con il Vaticano ed inizialmente la sua morte venne archiviata come suicidio dalla procura di Milano. In realtà però nessuno credette al suicidio del banchiere, da ricordare il famoso titolo de "La Repubblica" che chiedeva "Chi ha suicidato Calvi?" Nel 1992 infatti la Cassazione decise il trasferimento dell'inchiesta da Milano a Roma, la cui procura venne in possesso di nuovi elementi per aprire una nuova indagine per omicidio volontario e premeditato. Qui una ricostruzione ampia della vicenda Calvi e dall'archivio di Repubblica una ricostruzione sui segreti del "banchiere di Dio".

Una sentenza, quella di assoluzione, in realtà ampiamente prevista dagli avvocati della difesa che non vi fosse alcuna novità sostanziale rispetto alle accuse già smantellate durante il processo di primo grado. In realtà una novità c'era e ne avevamo parlato anche noi qualche giorno fa, quando il pm Tescaroli presentò alla sbarra un documento inedito proveniente da Massimo Ciancimino che dimostrava la conoscenza di Roberto Calvi con i boss di Cosa Nostra. Secondo quella ricostruzione Roberto Calvi sarebbe stato ucciso per

punirlo di essersi impadronito di notevoli quantitativi di denaro appartenenti alle organizzazioni criminali (Cosa Nostra ndr)

Dopo 28 anni quindi ancora un buco nell'acqua e nessun colpevole per uno degli omicidi più oscuri della storia italiana, che vede coinvolti Cosa Nostra, un'imprenditoria spietata, la banda della Magliana, terrorismo, stragi, massoneria. Tutto il peggio della storia italiana. Come scrive giustamente Antonella Beccaria nel suo libro, e rimasero (nuovamente) impuniti.

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