Quarto Grado ultima puntata 29 marzo 2013

Appuntamento speciale di Quarto Grado, dedicato alla vicenda dei due marò, con Salvo Sottile e Sabrina Scampini, alle 21:10 su Rete 4

0:03 Terzi non si è dimesso per palesare la propria candidatura alla poltrona di sindaco di Bergamo

23:32 I due marò non rischierebbero la pena di morte ma, secondo la giurisdizione indiana comparata al diritto italiano, una pena non superiore a sette anni.

Michele Emiliano (sindaco di Bari): Salvatore era consapevole di essere l'ultimo anello di congiunzione di una lunghissima catena per salvare l'Italia. Aveva di fronte il figlio Michele di 11 anni, con cui aveva festeggiato, poco tempo prima, la libertà del papà. Ho cercato di spiegargli che il papà doveva onorare il codice. Si sono resi conti che, nel loro mestiere, c'è possibilità di commettere un errore. Hanno fatto semplicemente il loro dovere.

23:10 Chi sono i Marò? Hanno anche funzione di polizia giudiziaria (verificare se sono stati commessi reati e fare in modo di individuare colpevoli e prove).

22:53 I familiari dei due militari si appellano alle nostre istituzioni affinché possano riportarli, al più presto, in Italia:

Vania Ardito (moglie Girone): Devo tornare in Italia. Sono trattenuti con un inganno.

Franca (sorella di Latorre): Vogliamo credere nel Governo sperando che ce li riportino a casa.

Cugino Salvatore: L'ho sentito amareggiato e l'ho tranquilizzato. Il figlio maggiore crede nel padre, lo imita, prima che si spoglia indossa sempre le sue divise.

22:47 Come si fa riconoscere un veicolo guidato da pirati? E se la petroliera avesse sparato avvertendo un immediato pericolo per l'avvicinamento repentino e il mancato rispetto delle regole della navigazione in mare?

22:35 Il ricordo di Enzo Jannacci, scomparso all'età di 78 anni. Era ricoverato, da diversi giorni, nella clinica Columbus di Milano, per il peggioramento delle condizioni di salute per un cancro.

22:21 Le testimoninanze dei parenti di Celestine (o Jelestine) Valentine and Ajesh Binki (o Binku):

Figlio di Valentine: Vogliono che siano puniti severamente con la legge per aver ucciso mio padre. Lo hanno ucciso non è stato un incidente.

22:05 La comunità indiana a Sabaudia ha firmato una petizione (con oltre 40mila firme) da presentare al ministro della Difesa per il rientro dei Marò in Italia.

21:56 I carabinieri hanno visionato solamente i reperti ma non preso parte agli esami balistici. E' importante verificare la compatibilità tra i proiettili sparati e quelli trovati sull'imbarcazione.

21:41 Ci sono troppi dubbi sull'arma del delitto, presenza di altre quattro navi non segnalate dalle autorità indiane, posizionamento del peschereccio. Dopo aver ricevuto 30mila euro dallo Stato italiano, a titolo di risarcimento per i danni subito dalla sparatoria, il proprietario della St Anthony ha distrutto il mezzo cancellando ogni possibilità di trovare nuove schiaccianti prove.

21:29I due soldati dovrebbero essere giudicati dalla magistratura italiana e non da una corte speciale istituita in India.

Quarto Grado - Il Giallo dei Marò: intervista a Giulio Terzi


Ecco uno stralcio dell'intervista esclusiva rilasciata dall'ex ministro degli Esteri, Giulio Terzi, raccolta da Salvo Sottile, nel corso dello speciale Quarto Grado - Il Giallo dei Marò:

Sottile: Lei è stato scelto dal presidente Monti. Come garanzia c’era la sua carriera diplomatica, ma non è stata tenuta in considerazione. Ci sta dicendo questo?

Terzi: Sarebbero state poste e ottenute delle condizioni da parte indiana prima che i marò rientrassero nel loro territorio. De Mistura, sottosegretario agli Esteri, nel pomeriggio di quel giorno ha iniziato a negoziare con gli indiani su queste condizioni, dopo essere stato nominato dal presidente del Consiglio suo inviato speciale.

Sottile: Ci sta dicendo che è stato scavalcato dal presidente Monti, che ha nominato De Mistura inviato speciale per trattare con gli indiani, e lei non è stato informato assolutamente di nulla?

Terzi: La spiegazione che posso dare…

Sottile: Ci dica si o no… poi ci dà la spiegazione…

Terzi: Le competenze…

Sottile: Risponda si o no….

Terzi: I rapporti con l’India, come con qualsiasi altro Paese, sono gestiti in prima persona del Ministro degli Esteri…

Sottile: Quindi la sua risposta è sì?

Terzi: Il ministro degli Esteri ha la facoltà di dare le deleghe ai suoi sottosegretari. De Mistura aveva la delega per i paesi asiatici, ma la questione l’avevo trattata negli ultimi mesi personalmente, proprio per quello snodo importante che si era creato con l’emanazione di una sentenza della Corte suprema lo scorso 18 gennaio.

Sottile: Il ministro della Difesa ha detto “Io non abbandono una nave che affonda, resto per tutelare i miei ragazzi, i miei soldati”, facendo intendere che lei la nave l’aveva abbandonata con le sue dimissioni. Si aspettava più solidarietà da parte del ministro della Difesa?

Terzi: Non mi aspettavo niente in particolare. La metafora della nave può essere trasferita anche ai nostri due uomini, che sono finiti in mare. Bisogna vedere chi poteva evitare di farli finire lì.

Sottile: Quindi immagino la sua delusione di fronte alla nomina di un inviato speciale, che trattava con gli indiani al suo posto…

Terzi: Ci voleva molta fantasia a immaginare che questo sviluppo, in quelle ore concitate, fosse stato determinato dalla posizione chiara, assolutamente contraria ad autorizzare il ritorno dei marò in India, che avevo manifestato. Se io ero l’elemento problematico, doveva essere qualcun altro a occuparsene.

Sottile: Secondo lei la nomina del sottosegretario De Mistura era una mancanza di fiducia nei suoi confronti, da parte del Governo?

Terzi: In nessuna occasione mi è stata espressa alcuna mancanza di fiducia.

Sottile: Le sue dimissioni state definite irrituali. Perché?

Terzi: Irrituali… Vorrei credere che si riferisse all’eccezionalità, per un membro di governo che ricopre un dicastero così importante, che decide che non può continuare a far parte della compagine governativa. Credo che il termine irrituale, si riferisca alla rarità di questo caso.

Sottile: Secondo lei in questa storia si sarebbe dovuto dimettere qualcun' altro, oltre lei?

Terzi: Dipende dalla coscienza delle persone coinvolte.

Sottile: Ma c’erano gli estremi perché qualcun altro si dovesse dimettere?

Terzi: Non giudico il comportamento degli altri.

Salvo: Si sente un capro espiatorio?

Terzi: Assolutamente no. Mi sono preso sempre le mie responsabilità. Ho voluto, con queste dimissioni, dare un segno di fiducia, di motivazione, di forza e orgoglio ai colleghi del ministero degli Esteri, che operano in condizioni difficili. E anche a coloro che - e sono i vertici dell’amministrazione, direttori generali e segretario generale - mi hanno scritto una lettera, quattro ore prima dell’audizione parlamentare, in cui si dava sostegno al ministro degli Esteri. Si stigmatizzava l'inaccettabilità del cambio di rotta del Governo e si chiedeva di manifestare, con un senso di coraggio e di forza al parlamento, le proprie dimissioni.

Dobbiamo non stancarci mai di ricordare al Governo indiano la forte stima che nutriamo nei confronti di questa grandissima democrazia, dove gli italiani lavorano e dove, da un decennio, la presenza dell’economia italiana è decuplicata, arrivando ad un interscambio di 8 miliardi di euro… con un forte vantaggio per l’esportazione indiana verso l’Italia. 400 aziende italiane occupano più di 50mila lavoratori indiani. È un Paese che dà occasioni di lavoro, di turismo…

Sottile: Quanto conta il business in questa storia?

Terzi: L’economia è una parte fondamentale nelle relazioni internazionali. Io ho cercato di radicare nel Dna della diplomazia italiana la centralità dell’attività economica: Ancora di più in un momento in cui dobbiamo creare impulsi di crescita per il nostro Paese. Il business è fondamentale, ma il business può servire anche come leva nella gestione di una crisi così importante. Ed in effetti sono convinto - e abbiamo cercato anche di usare dei canali fin dall’inizio della crisi per rendere consapevoli, partecipi, le autorità indiane - del fatto che sono talmente grandi gli interessi tra i nostri due Paesi - e sono così complessi e radicati - che non si deve confondere questo problema di un conflitto di giurisdizione, sull’aspetto della lotta antipirateria, con il panorama vastissimo, la ricchezza enorme di rapporti politici, culturali, economici tra Italia e india.

Quarto Grado puntata 29 marzo 2013, gli argomenti di oggi


La vicenda dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone è al centro dello speciale Quarto Grado - Il giallo dei marò, in onda su Retequattro, stasera, alle ore 21.10. Il programma a cura di Siria Magri, condotto da Salvo Sottile con Sabrina Scampini ricostruisce, con ospiti in studio e in collegamento, l’intera vicenda che vede coinvolti i due militari del reggimento San Marco, trattenuti in India perché accusati di aver ucciso due pescatori. Nel corso della puntata, Sottile intervista in esclusiva l’ex ministro degli Esteri Giulio Terzi, che racconta la sua verità sul caso diplomatico e sulle sue dimissioni. Su Crimeblog, il consueto liveblogging della diretta.

Quarto Grado puntata 29 marzo 2013


Quarto Grado puntata 29 marzo 2013

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