Droga: 18 arresti per spaccio tra Caserta e Napoli

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Un’importante operazione antidroga è in corso in queste ore nel Casertano, nel Napoletano e in altre province d’Italia. Le indagini, condotte dai carabinieri di Mondragone e coordinate dalla Dda di Napoli, hanno permesso di smantellare con 18 arresti un’organizzazione composta da elementi ritenuti legati alle diverse fazioni del clan dei Casalesi. I fermati dovranno rispondere di associazione per delinquere finalizzata all’importazione, alla detenzione e allo spaccio di grosse quantità di stupefacenti con l’aggravante del metodo mafioso. Scrive Lunaset:

L’operazione di questa mattina, in realtà, conclude un’indagine investigativa, avviata da tempo sul litorale domizio e nel corso della quale i carabinieri hanno già arrestato 40 persone, 26 delle quali in flagranza di reato, sequestrato complessivamente 45 chili di sostanze stupefacenti, 10 mila euro tra contanti e titoli, nonché fucili e pistole mitragliatrici.

“L’operazione, che è stata condotta dai carabinieri della compagnia di Mondragone, - sottolineano alla Dda di Napoli - ha confermato l’esistenza di un gruppo che non solo trafficava ingenti quantità di droga, in particolare cocaina e hashish, ma riforniva anche gli spacciatori della zona del litorale domitio e dei comuni limitrofi di Castel Volturno, Mondragone e Giugliano, tra il Casertano dunque ed il Napoletano”. Operazione che conferma anche i legami, oltre che di parentela, tra i Bidognetti ed i Mallardo.

Legami di vecchia data e affari milionari realizzati con il traffico e lo smaltimento illegale di rifiuti tossici. Se ne parla qui. E proprio qualche settimana fa il clan Mallardo è stato colpito da un’operazione antimafia che ne ha evidenziato la capacità di penetrazione nel basso Lazio. Dall’archivio di Repubblica:

Undici le persone arrestate all’ alba di ieri, su ordini di custodia cautelare della procura di Napoli mentre le fiamme gialle di Roma hanno sequestrato beni per quasi 500 milioni di euro. Un patrimonio enorme di 198 terreni, 456 fabbricati, 49 rapporti bancari e 27 tra auto e moto di lusso. I terreni e gli edifici si trovano soprattutto tra Fondi, Latina e Terracina. «Che la camorra avesse interessi nel Lazio si sapeva da tempo - ha detto il capo della Dda napoletana, Sandro Pennasilico - ma non si conosceva la dimensione del fenomeno. Chi crede che la camorra resti in Campania sbaglia di grosso».

In manette, con l’ accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso sono finiti undici affiliati al clan Maillardo, tutti personaggi di peso che, al fisco, dichiaravano redditi annuali non superiori ai 3 mila euro. (…) Tra i beni sequestrati le aree ex Desco di Terracina e Madonne delle Grazie di Fondi, l’ hotel Orizzonte e il centro commerciale con lo stesso nome di Giugliano. Quella dei Mallardo, originaria proprio di Giugliano, è un’ organizzazione criminale che ha 50 anni di storia alle spalle. Al vertice del clan, secondo la Dda, ci sono i figli di don Mimi “Carlantonio” Mallardo, ucciso a metà degli anni 60: Francesco e Giuseppe.

L’ espansione degli affari delle cosche nelle regioni diverse da quelle di appartenenza (e il particolare Piemonte, Lazio, Liguria e Umbria) era stata segnalata nella relazione inviata recentemente dai servizi segreti al Parlamento. Gli investimenti dei clan, oltre alla tradizionale torta degli appalti, si sono concentrati, secondo i servizi, nella costruzione e gestione di strutture commerciali, nel ciclo integrato dei rifiuti, nel turismoe nel settore alberghiero.

Via | Metropolis web

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