
Morti collaterali. Così si intitola il video - che trovate dopo il salto - diffuso da WikiLeaks.org, in cui si vede quella che appare come un’indiscriminata uccisione di una dozzina di civili iracheni da parte dei militari Usa nel quartiere di Nuova Baghdad. Era luglio 2007. La missione era stata dichiarata compiuta dal presidente comandante in capo 4 anni prima. Il dittatore era stato abbattuto come la sua statua nel centro della capitale.
Peccato che da lì a poco il mondo conoscerà l’inferno e la vergogna di Abu Graihb, le torture dei militari a stelle e striscie sui prigionieri iracheni e lo stillicidio degli attentati terroristici la cui scia insanguinata arriva fino a oggi. Ritornando al video dell’attacco pubblicato ieri da WikiLeaks, grazie a “informatori militari”, va ricordato che tra le vittime c’erano due dipendenti della Reuters, un fotografo e un autista.
Le immagini, riprese da un elicottero Apache, mostrano anche l’uccisione di uno di essi e il ferimento di alcuni bambini che si erano avvicinati a lui con l’intento di soccorrerlo. All’epoca, dopo le richieste di spiegazioni da parte della Reuters, l’esercito americano aprì un’indagine e concluse che le azioni dei soldati erano in conformità con il diritto di guerra e le loro regole di ingaggio.
Della faccenda se ne era occupato a suo tempo anche il New York Times. L’esercito disse che le truppe americane stavano conducendo un raid quando vennero colpite dal fuoco di piccole armi e granate. Chiesero così l’aiuto degli elicotteri e nel “conflitto che ne scaturì due dipendenti Reuters e nove ribelli” vennero uccisi.
Il video racconta un’altra realtà: la prima scarica di proiettili dell’Apache si abbatte contro una decina di civili che camminano a bordo strada senza recare alcuna minaccia. Intanto un alto funzionario militare americano, sotto anonimato, come riporta Msnbc, ha detto lunedì che quel video è autentico. Il Pentagono non ha confermato.
Altri funzionari della Difesa Usa hanno dichiarato che il teleobiettivo della telacamera del fotografo della Reuters sarebbe stato scambiato per un Ak-47 dai militari in volo sull’elicottero che, per questa ragione, avrebbero aperto il fuoco. E sui civili che camminavano a bordo strada senza armi (o teleobiettivi) visibili?
Le conversazioni dei militari sull’Apache mettono i brividi. Un portavoce di WikiLeaks ha parlato di “degrado e corruzione morale dei soldati a causa della guerra”, militari che “sembra stiano giocando con un videogames” e non uccidendo civili inermi.
Dopo la prima raffica di proitettili indirizzata contro i civili disarmati sul ciglio della strada, uno dice: “guardate quei bastardi morti”. E un altro, impaziente, vedendo un furgoncino arrivare sul luogo dei feriti: “dai fateci sparare”.
Poi con riferimento a uno dei bambini feriti, arrivato con il mini-van guidato dal padre che voleva prestare soccorso, si sente in sottofondo: “Beh, è colpa loro se portano i figli sul campo di battaglia”.
che81
06 apr 2010 - 21:24 - #1Disumani e incredibili i dialoghi dei militari che uccidono; è vero che la guerra ottenebra le coscienze. Non sono certo solo queste “le vittime collaterali” degli americani.
sword
07 apr 2010 - 08:07 - #2ma un bel missile su quell’elicottero?
primo capo
07 apr 2010 - 13:17 - #3guardate il video…
si vedono due ganzi con armi automatiche… i civili fessi si raggruppano attorno a questi, che non hanno una divisa ma della armi.
freak-guitar
07 apr 2010 - 23:59 - #4è una vergognaaa!!!
constfraed
09 apr 2010 - 23:53 - #5ASSASSINI
Mirco Romanato
17 apr 2010 - 15:32 - #6Dal video si vede, se si guarda, che il gruppo ha un RPG oltre che un po’ di AK-47. Si nota, anche, che i militari US recuperano l’RPG quando arrivano le truppe di terra.
Quando gli aerei hanno sparato, dopo aver girato un paio di volte intorno al gruppo, a terra questi stavano preparandosi a fare una imboscata alle truppe di terra che erano nelle vicinanze e stavano già ricevendo colpi di armi leggere (basta ascoltare il sonoro del video).
Se quelli che combattono contro i militari US e le forze di difesa irachene non indossano uniformi, si possono definire civili. Ma sono civili armati che combattono contro militari. Quindi bersagli autorizzati e legali. Se degli innocenti sono nelle vicinanze, la colpa di metterli in pericolo è, Convenzione di Ginevra docet, dei combattenti vicino a loro (che sono un bersaglio legittimo).
Si può notare, ascoltando il dialogo, che quando si accorgono che c’è una ragazzina e un bambino tra i feriti si danno da fare per trasportarli in fretta all’ospedale più vicino (si sente chiaramente che chiedono parecchie volte di far arrivare i mezzi per evacuare la ragazza). Al contrario, i miliziani ammazzati (quelli sul furgone) si interessano a portare via solo i loro compagni e vengono giustamente bersagliati una seconda volta.
Che un giornalista della Reuters stesse con i miliziani è indicativo di quanto stretti fossero i rapporti dei giornalisti con i miliziani. Più che giornalisti, quelli della Reuters si possono definire propagandisti al servizio di ogni causa anti-americana, anti-democratica e anti-occidentale. Non ho sentito lamentare la morte dei giornalisti embedded con i militari US (e succede), ne lamentarsi tanto dei massacri dei civili da parte della guerriglia (che ammazza i civili e evita attentamente i militari che possono sparargli contro).
sword
29 apr 2010 - 20:25 - #7a mirco ma statte zitto che è meglio!