
Negli ultimi mesi del 2009 i crimini sessuali nella provincia Argentina di Mendoza, ad ovest del Paese, sono saliti del 30% ed è stato stimato che il 70% dei detenuti è recidivo: una volta libero le possibilità che torni a colpire sono molto alte.
A questo proposito il Governatore Celso Jaque ha deciso di prendere seri provvedimenti: pochi giorni fa ha firmato un decreto che autorizza la castrazione chimica per gli uomini condannati per stupro.
I trattamenti farmacologici dovrebbero iniziare tra un mese e i detenuti verranno messi di fronte ad una scelta: sottoporvisi o perdere completamente i benefici previsti dalla legge.
Se non si sottoporanno al trattamento, non potranno ottenere alcuno sconto di pena e non potranno avanzare richiesta per la libertà vigilata: saranno costretti a scontare le loro condanne fino all’ultimo giorno.
In molti si stanno già schierando contro questa soluzione che, va ricordato, non è definitiva. C’è chi sostiene che la sua efficacia non è provata al 100% o anche chi, come alcuni psicologi, ricordano che non è solo la libido a spingere gli stupratori:
Ridurre la libido di un violentatore non risolve gli altri problemi che costituiscono il profilo di uno stupratore e e il suo desiderio di minacciare gli altri.
Ha detto la sua anche la signora María Elena Leuzzi, madre di una vittima e membro dell’Aviv, Ayuda a Víctimas de Violación:
Fino a quando non dimostreranno che questo trattamento è efficace al 100%, l’unica soluzione è evitare che queste persone possano tornare in libertà. Possiamo solo tenerli in carcere, sempre nelle migliori condizioni possibili.
Voi che ne pensate?
Via | BBC Mundo
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