Messico: 100 morti nel weekend, il governo degli Stati Uniti invita i cittadini ad evitare viaggi non necessari

pubblicato: martedì 16 marzo 2010 da Daniele Particelli

StatiDelMessico

La situazione in Messico, ve lo abbiamo anticipato più volte nelle ultime settimane, è sempre più drammatica. Si è appena concluso un weekend caratterizzato da più di cento morti, tra i quali un dipendente del consolato statunitense di Ciudad Juarez e sua moglie.

Quarantacinque omicidi nello stato di Guerrero, nel Messico del Sud, dove opera il cartello de La Famiglia, mentre nello stato di Chihuahua, al confine con gli Stati Uniti, sono rimaste uccise ben 36 persone.

E non stiamo parlando solo della guerra tra il Cartello del Golfo e i Los Zetas - che per il momento si sta combattendo nello stato di Tamaulipas, nel Messico dell’est - ma anche degli scontri, sempre più frequenti, tra i diversi cartelli della droga e le autorità.

I cittadini di alcune delle zone più a rischio se ne stanno chiusi in casa o devono essere scortati a scuola o a lavoro dai militari. La stampa, in alcune zone “comprata” dai narcotrafficanti, manca di informare e i residenti sono costretti ad informare gli altri per vie traverse si quali e quante strade sono state prese d’assalto o chiuse proprio dai narcos.

Tutta questa violenza sta inevitabilmente avendo effetti negativi anche sull’economia del Paese. I turisti, soprattutto americani, evitano i viaggi in Messico di piacere.

E’ stato stimato che nel corso delle ultime settimane le visite in Messico sono scese del 60% rispetto all’anno precedente.

Anche il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha lanciato l’allarme, invitando la popolazione ad evitare viaggi non necessari verso il Messico del nord.

Via | El Pais

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