
Pochi giorni fa ha fatto molto discutere la decisione della Cassazione di confermare i cinque anni di carcere a Stefano Lucidi, il pirata della strada che il 22 maggio 2008 uccise Alessio Giuliani e Flaminia Giordani a Roma.
Ora anche il caso di Emanuela Panetti è destinato a far aprire un dibattito. La 28enne è deceduta nel novembre del 2008 a Roma, a seguito di un incidente stradale provocato da una ragazza di 20 anni.
L’incidente è avvenuto nei pressi di via Ardeatina, nella Capitale: la 20enne non rispettò l’obbligo di precedenza ed investì la Smart con a bordo Emanuela Panetti. Quest’ultima morì il giorno successivo a causa delle lesioni riportate.
A poco più di un anno di distanza si è concluso il processo di prima grado che vedeva imputata la ragazza romana, ora 22enne. L’accusa era di omicidio colposo e, con patteggiamento della pena, la giovane è stata condannata a scontare un anno e due mesi di reclusione, con la sospensione della patente per sei mesi.
Durissimo il commento della famiglia della vittima, che si appella agli organi di stampa per chiedere giustizia:
Oltre alla disperazione per la perdita della nostra unica figlia di 28 anni, sposata da poco più di un anno abbiamo ricevuto l’ulteriore dolore per una condanna così lieve che peraltro l’imputata mai sconterà; anzi, fra qualche mese le restituiranno pure la patente. Vorremmo far sentire la nostra voce, ma chi ha ucciso nostra figlia ha patteggiato la pena e, davanti a un giudice così tenero, non abbiamo potuto dire nulla nel processo. Non ci restano che gli organi di stampa per fare emergere rabbia e indignazione.
Via | Leggo
Maria Teresa
24 feb 2010 - 12:26 - #1Per favore potete correggere il nome??? Il nome esatto è Emanuela Panetti.
Grazie
maria teresa
24 feb 2010 - 13:12 - #2come nella decisione della cassazione che conferma la condanna di 5 anni di carcere a stefano lucidi (autore della strage) è possibile pubblicare per dovere di cronaca anche il nome della persona che ha investito Emanuela Panetti? tra l’altro sempre per dovere di cronaca e di trasparenza la ragazza in questione al momento dell’incidente aveva 20 anni
grazie
nightingale
24 feb 2010 - 14:18 - #3Il nome della persona che ha investito Manuela, trattandosi di una donna, è come al solito ignoto. Faccio inoltre notare la discrepanza delle condanne: Lucidi (e gli uomini in generale) 5 anni, questa (e le donne in generale) 1 anno e qualche mese con la condizionale. Tanto per ricollegarsi ad un tema già trattato
nightingale
24 feb 2010 - 14:20 - #4Riporto un commento di un’utente preso dall’articolo
alvaro52
24 feb 2010 - 17:22 - #5Questa e’ la giustizia in italia e dei giudici buonisti,pero’ se uno ruba una mela come minimo gli danno 10 anni (MAGARI E’ UN POVERACCIO)invece uccide una ragazza di 28 anni gli si danno 2000 attenuanti ed un solo anno. E’ ora che si prendano decisioni severe nei confronti di questi ragazzi che la notte usano le vie della citta’ come se fossero piste da corsa ,altrimenti continueremo a piangere ragazzi innocenti che perdono la vita e questo non e’ ASSOLUTAMENTE GIUSTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
armando rossi
24 feb 2010 - 17:25 - #6Non diciamo ulteriori stupidaggini perchè la ragazza che era alla guida quella notte non credo che fosse completamente lucida visto la velocità a cui andava e senza rendersi conto che c’è un incrocio e uno STOP!!!!!
bribri83
24 feb 2010 - 18:16 - #7basta! è ora di finirla! La superficialità non può e non deve essere premiata!!
Ma quale peso sulla coscienza!?? Se si ha una coscienza determinate regole non si infrangono, non ci si ubriaca prima di mettersi alla guida e non si va ad una velocità inaudita in strade di quartieri residenziali piene di incroci!!
Non credo che quest’incosciente viva con un peso da portarsi dietro, penso solo che VIVA e viva bene visto che anche la ” giustizia ” se così possiamo chiamarla l’ha graziata, mentre Emanuela non c’è più e solo per la superficialità di un’incosciente.. non mi sembra un peccato tanto veniale..
Un ultimo commento.. pensate che se Emanuela fosse stata figlia di un giudice l’incosciente avrebbe avuto la stessa condanna??!!
Ai posteri l’ardua sentenza..
Personalmente credo proprio di NO!!
Sandra Martone
24 feb 2010 - 21:58 - #8Firmerò questo commento con nome e cognome e con rabbia: la rabbia di aver perso un’amica, la rabbia di una giustizia che ha fallito, la rabbia di sentir parlare di “pesi sulla coscienza” da chi una coscienza non ce l’ha e non sto parlando della ragazza che non ha nome e che era alla guida della macchina (per lei le parole verranno dopo) ma di chi la sta difendendo.
Un errore che spezza una vita deve essere pagato e tu, Mary, che difendi l’indifendibile ti devi vergognare, tu che con Emanuela non hai mai riso, scherzato, pianto, tu che non la conoscevi, tu che non sai chi era, tu che non l’hai mai guardata negli occhi, tu che non sai nulla che non senti il vuoto che ha lasciato abbi almeno il rispetto di fare silenzio, stai zitta, non parlare. non scrivere e rispetta. Quella ragazza di 22 anni non è morta quel giorno, ancora respira ancora vive e avrà giorni e futuro da costruire e andrà avanti e avrà paesaggi da guardare, viaggi da intraprendere amici con i quali brindare.
Lei che non ha un nome e non ha una coscienza e l’ha scampata, spero che sia la vita a punirla con la severità che merita.
E’ in debito di dolore, è in debito di giustizia.
Da oggi lo è.
maxxroma
26 feb 2010 - 09:51 - #9Cara Sandra, comprendo il tuo dolore, la tua rabbia, credi. Anche io lo provo per un’altra persona. Ma non ho mai avuto parole cosi dure verso che ha cercato di capire, giustificaree magari perdonare chi, in un attimo, me l’ha portata via. Non puoi darti il diritto di aggredire Mary. Nemmeno la morte di questa tua cara amica ti da questo diritto. Mi dispiace dovertelo dire, cosi, direttamente. Sicuramente mi starai mandando a quel paese, lo capirei. Ma dovresti provare a soffermarti a pensare che non puoi sentirti custode unica di un dolore, perchè non è cosi. Forse questa Mary ha provato lo stesso dolore, tu non puoi saperso. Arrabbiarti cosi non serve a nulla, purtroppo. Ma accettare l’interesse delle persone, anche in un blog, interesse magari non proprio a tuo favore si, ma pur sempre un interesse a questa storia. Apprezzalo, fanne tesoro, cerca di superare la rabbia. Sarà più facile senza di essa, credmi.
Massimiliano Bosi
nightingale
26 feb 2010 - 20:03 - #10Traduco il commento sopra: la vera vittima della vicenda è la tizia che ha ammazzato Emanuela