Di assurdità se ne vedono e sentono sempre tante, ma quello che è accaduto ad Alexa Gonzalez, una ragazza di 12 anni di New York che è stata arrestata e portata fuori dalla Junior High School di Forest Hills in manette non suona - purtroppo - come una novità. Il suo crimine: aver scritto su un banco “voglio bene ai miei amici Abby e Faith. Lex 2/1/10″.
I fatti sono presto detti. La ragazza stava seguendo una lezione di spagnolo quando l’insegnante, durante la riconsegna del compito, ha notato che la ragazza stava scrivendo sul proprio banco. La prima reazione della docente è stata quella di chiamare il preside. Subito dopo la polizia.
La 12enne si è presto trovata in manette e condotta al distretto di polizia finchè la madre, Maraima Carncacho, una contabile di 49 anni, non è andata a prenderla. La reazione della donna, alla quale è stato spiegato il motivo dell’arresto, è facile da immaginare. Rabbia e incredulità per un comportamento assolutamente esagerato e che ha spinto la figlia, in evidente stato di prostrazione, al terrore tanto da vomitare a causa del nervosismo.
La ragazza, mortificata per come era stata trattata davanti ai propri compagni di classe, ha (sensatamente) dichiarato
Non mi meritavo questo, le scritte potevano essere facilmente cancellate
che ha fatto andare su tutte le furie la donna per l’evidente assurdità della situazione. Dall’altro la richiesta di scuse da parte dei dirigenti dell’istituto scolastico, che in prima battuta hanno ammesso che la loro reazione è stata effettivamente eccessiva. Nonostante l’imbarazzo, che traspare dalle dichiarazioni di David Cantor, portavoce del partimento di Istruzione di New York che ha dichiarato
Basandoci su quello che abbiamo raccolto finora, l’arresto della bambina è stato chiaramente un errore
la ragazza è stata sospesa dalle lezioni. Resta da chiedersi in base a quale logica sia i docenti che la polizia abbiano portato via da scuola una 12enne in manette. Ma il buon senso ultimamente non sembra appartenere molto agli istituti americani. Già in passato una 13enne (Chelsea Fraser) era stata arrestata per aver scritto “Okey” sul proprio banco ed un bimbo di 5 (!!) anni era stato prima arrestato e poi sottoposto ad incontri con uno psichiatra per aver litigato con degli altri bambini nel giardino dell’asilo.
Situazioni assurde che hanno convinto la New York Civil Liberties Union, l’organizzazione per la tutela dei diritti dei minori, a intentare una causa collettiva contro il dipartimento di polizia e quello d’istruzione della città.
rikstyle
22 feb 2010 - 15:43 - #1Per me non c’è nulla di assurdo, semplicemente hanno dato una bella lezione a una maleducata che si è messa a scrivere frasi sciocche su un banco, pagato profumatamente dalla scuola e probabilente pulito con l’olio di gomito dal servizio di pulizie. Bisogna dare l’educazione ai giovani d’oggi, al costo di doverli arrestare, anche perchè non penso che la ragazza a casa sua scriva quanto vuole bene alle sue amiche sul tavolo del soggiorno…
Lappio P
22 feb 2010 - 16:09 - #2Cosa diavolo c’è di assurdo in un arresto PERFETTAMENTE LEGALE?
In USA c’è un codice di procedura penale diverso da quello italiano.
La polizia può arrestare chiunque sia oggetto di indagini, prima ti mettono le manette e poi ti chiedono come ti chiami.
Però giustamente chi viene ammanettato è definito “suspect”, sospettato innocente fino a quando non viene condannato.
Camilla Co
22 feb 2010 - 20:40 - #3Prima di strapparsi le vesti, l’autore dovrebbe guardarsi le 22 edizioni della serie televisiva Cops, in onda su Fox.
I cops americani fanno egregiamente il loro preziosissimo lavoro.
paperaino
22 feb 2010 - 20:54 - #4a me invece sembra un’esagerazione. in primis perchè mi sembra che una ramanzina sarebbe stata più che sufficiente. inoltre è la stessa classe scolastica che ha ammesso di aver avuto un comportamento inadeguato
nightingale
22 feb 2010 - 21:41 - #5Ai miei tempi chi scriveva sui banchi poi li doveva ripulire, e basta. Credo funzioni così anche oggi. Negli stati civili, almeno; di cosa fanno i barbari c’è poco da stupirsi