Cresce il turismo sessuale in Cambogia: il caso del pedofilo Alexander Trofimov sta facendo discutere

Alexander Trofimov

Sei condanne nel 2004, tre nel 2006, 17 nel 2007 e dal 2008 ci sono stati 56 arresti che hanno poi portato a 22 condanne per lo stesso reato: violenza sessuale ai danni di minori.

Sono questi i dati diffuso dalla Action Pour Les Enfants (APLE) relativi alla Cambogia, paese povero che sta cercando in ogni modo di combattere il turismo sessuale e che purtroppo non vede alcun miglioramento.

A confermare questo trend, oltre all'associazione francese di cui sopra, ci ha pensato Bith Kimhong, capo del dipartimento di polizia cambogiana dedicato alla prevenzione del traffico degli esseri umani e alla protezione dei giovani:

In questo ultimo periodo c'è stato un evidente incremento di violenze e stupri ai danni di bambini. Abbiamo arrestato moltissimi cittadini stranieri lo scorso anno e ora il numero è quasi raddoppiato. E dire che abbiamo anche aumentato i controlli: per ogni segnalazione ricevuta facciamo partire una approfondita indagine.



L'ultimo caso balzato alla cronaca è quello del pedofilo russo Alexander Trofimov, 42 anni, direttore di una compagnia di resort di lusso del valore di oltre 300 milioni di dollari.

Trofimov è stato condannato a 17 anni di carcere per aver stuprato 19 ragazzine, ma ora ha fatto ricorso in appello sostenendo l'assenza di prove a suo carico.

La decisione verrà presa dalla Corte Suprema il prossimo 27 gennaio. Nel frattempo la Russia ha chiesto che Trofimov venga estradato: anche in patria, infatti, deve essere processato per reati sessuali.

Quello che le autorità cambogiane voglio evitare è che, vista il livello di povertà del Paese, un uomo ricco come Trofimov possa corrompere qualche giudice e insabbiare l'intero caso.

Questa pratica, infatti, fino a 10 anni fa era piuttosto usuale. In un vecchio articolo di Reuters si legge che bastavano 20 mila dollari per far cadere ogni accusa.

Poi, fortunatamente, le ambasciate straniere e organizzazioni non governative si sono adoperate per metter fine, o almeno ridurre, queste pratiche.

Via | Reuters

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