Omicidio Sergio Manfredini: interrogato don Giorgio Panini, "l'avrò anche fatto io, ma non so dire perchè"

pubblicato: sabato 26 dicembre 2009 da Daniele Particelli

giorgio panini

Nuovi aggiornamenti sull’omicidio del 67enne Sergio Manfredini, ucciso a Vignola, in provincia di Modena, il 24 dicembre.

Il presunto autore del delitto, il sacerdote 57enne Giorgio Panini, a sua volta colpito con un oggetto contundente e subito ricoverato in ospedale, sta meglio e gli investigatori hanno già provveduto ad interrogarlo.

L’avrò anche fatto io, ma non so dire perché“. Sono queste, secondo il legale dell’uomo, Domenico Giovanardi, le parole riferite alle autorità del suo assistito.

Don Panini è sconvolto. E’ stato estremamente collaborativo questa mattina con gli inquirenti, anche se ha ricordi piuttosto vaghi e frammentari della tragica notte tra mercoledì e giovedì. Ha fornito elementi importanti, pur non avendo potuto riconoscere esplicitamente, proprio per queste immagini imprecise che conserva di quei momenti, di aver accoltellato nella casa di Vignola l’amico fraterno che lo ospitava in casa da almeno 15 o 20 anni.

Ed ha continuato dicendo:

Il delitto non ha né motivo né movente. Al momento la vicenda non trova proprio spiegazioni. Noi propendiamo per inquadrare tutto come un raptus. Dovremo allora attendere le perizie di specialisti per definire meglio le cause di quanto è accaduto, una vera tragedia ‘endofamiliare’. Don Panini e Manfredini si conoscevano da 30 o 35 anni, da tanto il sacerdote era ospite di quella famiglia ed era proprio uno di loro. Ecco perché ora si trova disarmato, lui stesso incredulo dopo quello che è accaduto.

La moglie di Manfredini, Paola Bergamini, colpita alla gola con un coltello, è stata sottoposta ad un intervento ed è ancora ricoverata nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Modena.

Il figlio di Manfredini, ferito ad una mano, è stato già operato all’arto e potrebbe essere dimesso nel giro di pochi giorni.

Via | QuotidianoNet

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Commenti dei lettori

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  • modenesi

    13 gen 2010 - 23:54 - #1
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    Certezza: la premeditazione.

    IPOTESI SUL MOVENTE:

    Se il prete Don Giorgio Panini (omicida)
    avesse avuto una “amica” particolare (di letto)
    e il povero Sergio Manfredini si fosse in qualche
    modo rivelato un supposto ostacolo,
    ecco spiegato il movente.

    Poteva essergli di ostacolo indirettamente
    alla relazione clandestina dei due sia
    a parole (consigli contrari, vista la grande
    familiarita’ fino a quel momento), sia per
    quanto riguarda aspetti piu’ monetari (soldi
    ma anche roba, beni immobili) legati a
    pretese rivoltegli con urgenza della amica-amante
    del prestante Don giorgio Panini.

    Io se avessi la possibilita’ (polizia, forze dell’ordine)
    indagherei la pista dell’amica che “estorce” o
    comunque chiede al prete regalie - ricattato dalla minacciata terminazione del lussurioso rapporto - e proprio sotto le feste (di natale) si concretizza nel delitto.

    La risposta puo’ essere nelle telefonate, incontri,
    contatti con questa giovane, disturbata e diabolica donna.

    Da valutare inoltre se ella abbia anche pianificato,
    suggerito, istruito e intimato al parroco Don Giorgio
    la esecuzione del delitto mascherata da aggressione
    estranea agli abitanti della casa.

  • modenese

    29 gen 2010 - 12:44 - #2
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    Ora che è appurata la premeditazione del
    delitto di Vignola, rimane lo scenario più inquietante: quello del dopo omicidio.

    Infatti dopo la strage familiare, don Giorgio Panini avrebbe proseguito la messa in scena probabilmente occultando le prove del misfatto con ambientazione da film horror:
    per l’occultamento dei cadaveri aveva come complice tutta la parte restante della notte.

    E qui non voglio soffermarmi sui particolari, perchè macabri e di cattivo gusto, anche se sicuramente a un certo punto del processo dovranno per forza emergere, in quanto
    rilevanti anche al fine dell’accusa.

  • storiedicronaca

    03 mar 2010 - 12:58 - #3
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    La storia di don Giorgio:

    Lorenza racconta che tutto è iniziato per caso, anche un po’ contro la sua volontà. Lei si rivolge a lui perchè aveva bisogno di conforto dopo che perse il lavoro. Aveva bisogno di parlare con un prete ed ascoltare la parola di Dio.

    Lui sin da subito, iniziò a corteggiarla. Era un corteggiamento imbarazzante, dice Lorenza: l’abbracciava spesso, voleva un contatto fisico da subito. Dopo due mesi, affascinata dalle sue lusinghe e dal suo carisma , si lasciò ammaliare da lui e c’è stato il primo bacio. Dopo mesi di frequentazione, Tutti sapevano del loro fidanzamento. Erano una coppia, c’era un rapporto sessuale normale come avviene tra persone che decidono di stare insieme. Erano a tutti gli effetti fidanzati ed avevano anche deciso di andare a vivere insieme.

    Lei voleva costruire con lui una famiglia e don Giorgio sosteneva di volersi spogliare delle vesti religiose. Addirittura conobbe il figlio della donna per dirgli che voleva fargli da padre. Questa storia è durata 3 mesi. Lui le faceva regali costosi (le regalò una macchina).Come mai aveva tutti questi soldi nonostante non fosse di famiglia benestante? Nasce dunque il sospetto . Un giorno non la chiamò (cosa strana visto che si sentivano sempre!) ma Lorenza riceve una telefonata da una sua amica che la informa sul fatto che don Giorgio era stato aggredito.

    Lorenza si reca in ospedale, ma li scopre che il prete aveva commesso un omicidio. Ha ucciso un suo amico tentando acnhe di uccidere la moglie. Lorenza resta sconvolta, successivamente lo andò a trovare in carcere e lui le disse di amarla tantissimo.

    Lorenza però confessa in studio che non è tutto: Dopo poco infatti lui ha deciso di negare l’esistenza di questa storia, sostenendo che era necessario farlo per una linea difensiva nel processo.

  • Sarpedonte

    04 mar 2010 - 11:16 - #4
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    Don Giorgio, dal carcere, chiede il perdono ai parrocchiani: e alla famiglia Manfredini ?
    Forse, prima, deve consultarsi con il suo
    avvocato Giovanardi …

  • dichiesa modena

    04 mar 2010 - 11:40 - #5
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    la Verità non sta in quello che la chiesa racconta
    ma in quello che essa nasconde.

  • analisi

    04 mar 2010 - 11:41 - #6
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    Analizzando il crimine, la società analizza se stessa:

    di qui la partecipazione straordinaria
    con la quale abitanti della città e
    delle campagne, poveri e ricchi
    seguono le vicende di un grande “caso”.

    HANS MAGNUS ENZENSBERGER, Politica e crimine.

  • marco parma

    04 mar 2010 - 12:28 - #7
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    Questo prete ha nomea di donnaiolo, aveva un socio in affari con cui gestiva cifre ed investimenti importanti, si parla di appartamenti e alberghi oltre alla villa che voleva comprare per questa donna, è arrivato ad uccidere chi si opponeva ai suoi interessi…
    E le autorità ecclesiastiche non si erano accorte di nulla ?

  • il vero don Giorgio

    05 mar 2010 - 02:51 - #8
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    Don Giorgio Panini le chiediamo di dire tutta la verita’.
    In carcere potra’ fare del bene nel tempo agli ospiti della struttura che lei nemmeno se lo immagina.
    Questo e’ un suggerimento che le farebbe veramente onore se lo accogliesse con umilta’ e credo sia la cosa piu’ utile che lei possa fare dopo aver detto la verita’.
    Grazie per avermi ascoltato.

  • Vignola

    22 mar 2010 - 09:52 - #9
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    I tre problemi principali che attendono un prete
    dopo l’ordinazione sono:

    - quello femminile (da cui don Giorgio era attratto)
    - quello intellettuale (don giorgio si sentiva piu’
    furbo e dunque NON ingenuo)
    - quello ambientale (il contrasto con chi e’
    intorno e lo ostacola, cioe’ la sua famiglia
    composta dai signori Manfredini con cui abitava).

    E’ per questi tre elementi che don Giorgio Panini
    voleva esercitare la sua scelta all’apostasia,
    cioe’:

    - spretarsi
    - andare ad abitare con la sua donna
    - sposarsi
    - vivere felice con lei.

    Purtroppo don Giorgio Panini aveva erroneamente
    ideato che il mezzo per giungere al fine
    fosse quello illecito del crimine compiuto
    ai danni degli austeri componenti
    della pacifica famiglia Manfredini.

    Chiediamo l’ergastolo per il delitto comune
    di questa scaltra persona.

  • Lorenza Donna Misteriosa

    11 lug 2010 - 17:24 - #10
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    …Trovo alquanto SCONCERTANTE oltre che privo di umanità il commento rilasciato e scritto sul vostro sito circa l’ipotesi delitto e per meglio dire…sulla Donna di Giorgio Panini.Costui ( il commentatore misterioso che non si firma) evidentemente oltre che essere un MALATO MENTALE è da querelare per le atroci,infondate parole scritte ai danni di una persona che disconosce.Rendo noto che finora sia la Magistratura che la Procura hanno e stiano svolgendo un Ottimo lavoro e di sicuro hanno controllato qualsiasi ipotesi circa Lorenza,ignara e tutt’ora indigente.Costei a parte un’automobile Mai ha ricevuto regalie o altro e se la conosceste sapreste anche quanto non sia affatto venale bensì una Donna di alta Umanità e Solidarietà.Chiedo cortesemente di contattare e far emergere il commentatore ( si sveli ) e a voi titolari del sito di annullare codesto commento..Esiste la libertà di pensiero e questo io lo accetto ma le infamie ,gli oltraggi e calunnie ai danni di un immagine no!…soprattutto quando si è IGNORANTI come il commentatore anonimo.

    INDUBBIAMENTE VERRETE CONTATTATI PER RISPONDERE ALLE PAROLE CHE AVETE INSERITO. CALUNNIE……

    VERGOGNATEVI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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