
Alberto Stasi, il giorno dopo la sua assoluzione, per la prima volta ha deciso di parlare, concedendo una lunga intervista al quotidiano Libero. E’ uscito vincente dal primo grado di giudizio, ma questo non significa che l’incubo sia finito:
Questa non è la vittoria di nessuno, certo per me significa allontanare un incubo. L’incubo di una condanna per qualcosa di orribile e che non ho fatto, anche se so che potrebbe non essere finita. Non lo è perché Chiara non c’è più e non so nemmeno se un giorno lei potrà avere giustizia, se i suoi genitori e il fratello potranno sapere chi è il colpevole. Qui non ci sono né vinti, né vincitori. C’è Chiara uccisa. E ci sono io, innocente.
Alberto ha poi provato a spiegare perchè in molti hanno deciso di non credergli fin dall’inizio:
Non l’ho mai capito. Io ho cercato subito di collaborare con gli inquirenti. Ho raccontato tutto quello che ho visto e ho fatto la mattina in cui sono andato da Chiara, lei non rispondeva al telefono. Sono andato là e l’ho trovata come ho sempre spiegato. Ero il primo a voler capire, credevo di poter essere utile agli inquirenti. Loro invece hanno preso di mira me. Sono diventato il loro obiettivo, non ci volevo credere.
Ha poi commentato anche il suo comportamento molto riservato in tutta questa storia, mentre altre persone hanno colto la palla al balzo per mostrarsi in TV:
Io non ho mai parlato con la stampa né con le televisioni in assoluto e non soltanto di Chiara. Ho sempre mantenuto un atteggiamento di massimo riserbo e rispetto, a differenza di altre persone coinvolte in questa storia che invece hanno cercato più volte di mostrarsi e di apparire di fronte alla tragedia che si è consumata. Credo di avere il diritto di poter parlare di Chiara con chi desidero e anche di farlo riservatamente, di persona con coloro che mi sono più cari e vicini.
La giornalista Cristiana Lodi ha anche chiesto ad Alberto di parlare della tanto discussa telefonata da lui fatta al 118, quella da molti definita troppo fredda e distaccata.
Ero semplicemente terrorizzato e sconvolto per quello che avevo visto. Credo che non avrebbe fatto piacere a nessuno vedere quel che ho visto. Perfino i due carabinieri che sono entrati dopo di me, quando sono usciti erano sconvolti. Nemmeno loro si aspettavano di trovare quel che hanno trovato. E sono entrati dopo di me, insieme. Io ero solo e mai avrei immaginato una cosa del genere.
A questo punto, mentre parte civile e pm hanno già annunciato che ricorreranno in appello, gli investigatori dovranno mettersi sulle tracce di un assassino che è ancora in libertà. Vi terremo aggiornati.
Via | Libero
billy-belial
18 dic 2009 - 14:10 - #1Ma i giornali di destra non erano forcaioli nei confronti dei pedofili?
molliandre
18 dic 2009 - 14:42 - #2“Sulle tracce di un assassino che è ancora in libertà”!? Ma per favore non farci ridere, assolto o meno sei poco credibile!