Come vi abbiamo anticipato questa mattina, il pm Rosa Muscio ha concluso la sua requisitoria sostenendo la colpevolezza di Alberto Stasi e chiedendo quindi che il giovane venga condannato a scontare 30 anni di carcere.
Nelle oltre quattro ore di parole, la Muscio ha ricostruito la mattinata di quel 13 agosto 2007, arrivando a posticipare l’ora del delitto dopo le 12.20, dopo che Stasi aveva terminato di lavorare al computer.
Secondo l’accusa il racconto del ritrovamento del cadavere fatto da Stasi non coincide con quello di una persona che non ha assistito al delitto. Stasi ha raccontato troppi particolari, impossibili da notare attraverso una fugace visione della scena.
Come si legge su Quotidiano.net, si tratta di:
Elementi che fanno pensare a un fidanzato-killer “non preoccupato” di essere scoperto e con tutto il tempo per ammazzare, scappare, lavarsi e liberarsi degli indumenti sporchi prima di inscenare l’allarme come prova la chiamata considerata poco veritiera delle 13.49 al 118.
La Muscio ha concluso sostenendo che nessuna delle nuove perizie richieste dal gup ha modificato il quadro accusatorio e che contro Alberto ci sono chiari e inequivocabili indizi.
La prossima mossa spetta alla difesa, che inizierà l’arringa sabato 12. Se una giornata non sarà sufficiente, si proseguirà lunedì e forse anche martedì, mentre la sentenza dovrebbe arrivare giovedì 17 dicembre.
Via | Quotidiano.net
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